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RINNOVABILI, CONTI (ENEL): ECCESSI INCENTIVAZIONE HANNO PORTATO DISTORSIONI

RINNOVABILI, CONTI (ENEL): ECCESSI INCENTIVAZIONE HANNO PORTATO DISTORSIONI 10 giugno 2013

RINNOVABILI, CONTI (ENEL): ECCESSI INCENTIVAZIONE HANNO PORTATO DISTORSIONI

(Public Policy) - Roma, 10 giu - Nel 2013, la diminuzione
dei consumi elettrici continuerà, parola dell'ad di Enel,
Fulvio Conti. "Ad oggi la contrazione - spiega in
un'intervista a Corriere Economia - è del 3,4% il che lascia
presagire una flessione sull'arco dell'anno che si sposa con
le previsioni di un Pil in calo di oltre l'1%". I consumi,
nel 2012, riferisce Conti, sono stati pari a quelli del 2004
e nel 2013 saranno ai livelli del 2002-2003.

Conti indica i fattori strutturali che, al netto della
crisi economica, creano problemi al mercato elettrico
italiano ed europeo. A partire dalle rinnovabili, settore in
cui il gruppo, dice Conti "è ben felice di essere con Enel
Green Power". Ma, prosegue, "inadeguati sono stati gli
eccessi di incentivazione in Italia ed Europa, che si sono
tradotti in un'ondata parossistica di investimenti in
Italia, Germania e Spagna. Ciò ha portato a evidenti
distorsioni: si sono trasferiti costi rilevanti a carico dei
cittadini, mentre l'impennata delle istallazioni ha bloccato
lo sviluppo di una filiera di tecnologie nazionali".

Gli incentivi totali annui per le rinnovabili in Italia
ammontano a circa 12 miliardi di euro (6,7 per il solo
solare fotovoltaico). Alla possibilità di una revisione dei
sussidi, Conti replica: "Sono decisioni che competono ai
governi. È normale che tagli retroattivi non siano bene
accetti, oltre ad essere probabilmente incostituzionali. Ma
di correzioni prospettiche si potrebbe discutere".

Le fonti rinnovabili sono intermittenti e richiedono
risorse di riserva, capaci di compensare la domanda nei
momenti di minore produzione. In alcuni momenti della
giornata, rileva il manager di Enel, le rinnovabili
"arrivano a coprire fino al 50% del fabbisogno, per poi
crollare anche sotto il 10%. Si tratta di oscillazioni
pericolose se non supportate da un sistema di riserva. Ci
sono impianti (di riserva; Ndr) che ormai lavorano 500 ore
all'anno, ovvero il 5-6% della loro potenzialità, ma vanno
mantenuti e spesati perché senza di essi non avremmo tutta
l'energia che ci serve".

All'origine degli alti prezzi italiani poi, per Conti, un
mix di fonti che non include il nucleare, e "gli oneri
accessori, la famigerata componente A3 in bolletta". Dai
tedeschi si potrebbe prendere esempio, secondo il manager,
nella ripartizione dei costi. A soffrire in Italia, sono
soprattutto le Pmi, piuttosto che le famiglie e le grandi
industrie. "In Germania, che ha più o meno la stessa
proporzione italiana di Pmi, hanno scelto di esentarle da
pesi eccessivi, rovesciando gli oneri accessori sui
cittadini". (Public Policy)

LEP

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