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Rinnovabili, il dm Mise per le non fv: modifiche a eolico e geotermoelettrico

energia 23 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - Via gli incentivi per gli impianti eolici offshore sopra i 5mila kW (ipotizzati in 176 euro/MWh) e per gli impianti oceanici (maree e moto ondoso) sopra i 5mila kW (194 euro/MWh) così come per alcuni impianti specifici a biomasse e biogas.

Sono alcune delle novità dell'ultima bozza del dm Mise per l'incentivazione alle rinnovabili non fotovoltaiche, di cui Public Policy ha preso visione.

Dalla tabella sull'incentivazione elle varie tecnologie, infatti, non compare più alcun valore a determinati impianti. Confermati i 60 MW eolici onshore da incentivare tramite il meccanismo dei registri, così come gli 80 MW dell'idroelettrico.

Il geotermoelettrico sale, rispetto a precedenti bozze, a 30 MW. Altra novità sempre sul geotermoelettrico riguarda i tempi di entrata in funzione dell'impianto, alzato a 48 mesi, dalla comunicazione di esito positivo dell'escrizione al registro per il godimento pieno dell'incentivo.

Torna poi la capacità eolica offshore da mettere all'asta. In una precedente bozza non erano previsti contingenti di potenza, mentre l'ultima versione ne prevede 30 MW, oltre a 800 onshore, 20 geotermoelettrici e 110 di solare termodinamico.

Sempre in riferimento alle aste, saranno escluse, oltre alle offerte di riduzione inferiori al 2% della base d'asta, anche quelle superiori al 40%.

Confermato l'ipotesi di incentivi alti al solare termodinamico (in tutti i casi per 25 anni): 324 euro/MWh per gli impianti sotto i 250 kW; 296 euro per quelli fino a 5.000 kW; 291 euro oltre i 5.000 kW.

Il testo, si apprende, è stato inviato alla Conferenza unificata per l'espressione del parere che potrebbe arrivare il 15 ottobre. Proprio nelle scorse ore, alcune associazioni di categoria avevano lamentato il ritardo nell'emanazione del dm.(Public Policy) FRA

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