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Rischiamo una procedura Ue a causa del diritto d'autore?

siae musica 13 aprile 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - L'Italia è in ritardo nel recepire la direttiva europea sul diritto d'autore, che avremmo dovuto inserire nel nostro ordinamento entro il 10 aprile scorso.

La direttiva dispone, tra le altre cose, un'apertura del mercato della raccolta dei diritti d'autore, garantendo che il titolare dei diritti sia libero di affidarne la gestione ad un organismo di gestione collettiva o entità di gestione indipendente di propria scelta, senza discriminazioni di nazionalità, residenza o stabilimento.

L'attuazione della nuova normativa è inserita al momento nel ddl di delegazione europea, al suo primo passaggio parlamentare, a cui dovrà seguire un dlgs governativo.

Proprio alla Camera il relatore e presidente della commissione Politiche europee Michele Bordo (Pd) ha presentato un emendamento che fissa i paletti per il futuro dlgs prevedendo essenzialmente che in Italia a gestire il diritto d'autore resti solo la Siae, ma riformandola.

Proprio Bordo, sul rischio che il nostro ritardo nel recepimento della direttiva dice a Public Policy: "Non credo che rischiamo l'infrazione, perché ci stiamo lavorando e quindi è evidente ci sia la volontà di recepirla".

Intanto negli scorsi giorni autori ed editori, per timore di un recepimento in senso restrittivo della direttiva, hanno lanciato la campagna #franceschiniripensaci, sommergendo il ministro dei Beni culturali di richiesta a favore di un'apertura del mercato dei diritti d'autore. (Public Policy)

@VioC

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