Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Dl Salva Roma, Marino: per partecipate fusioni o ingresso soci pubblici

Dl Salva Roma 21 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - "Non intendo sottrarmi dal rilevare criticità evidenti in diverse aziende di Roma Capitale. In Atac e Ama ad esempio abbiamo ereditato gestioni su cui si erano già accese le attenzioni della magistratura". Lo dice il sindaco di Roma Ignazio Marino in audizione nelle commissioni Bilancio e Finanze alla Camera sul dl Salva Roma ter-Tasi.

In Ama "sono state assunte 177 nuove persone" e c'è un "assenteismo quotidiano di circa 18,9%" in "un contesto di preoccupante tendenza ad assumere su logiche non sempre volte all'efficienza".

"Per il 2013 - aggiunge - nel bilancio per il trasporto di Roma Capitale erano iscritti zero euro ed è ovvio che per una città che ha il triplo di area servita rispetto a Milano... sono numeri che parlano da soli".

Le risorse che arriveranno a Roma grazie alle disposizioni del dl Salva Roma ter "siano messe fuori dal patto di stabilità. Siamo certi che lo Stato farà la sua parte. Ma bisogna prevedere che le risorse - dice poi Marino - oltre ad essere iscritte in bilancio possano essere spese sottraendole alla gabbia del patto di stabilità: dobbiamo poterle spendere".

"Da parte mia - incalza - farò tutto quello che è nelle mie possibilità ma non dipende tutto dal sindaco. Spero anche che tutte forze politiche dimostrino quell'unità di intenti che Roma merita".

"Sottolineo anche - aggiunge - che nel decreto in questione non ci sono più i 28,5 milioni previsti nel primo" decreto "per il potenziamento della raccolta differenziata: con la chiusura di Malagrotta di fatto si è chiuso un capitolo importantissimo".

"Alcuni oneri" derivanti dal debito storico di Roma, dice poi il sindaco, "sono posti solo sul bilancio di Roma e quindi sui cittadini sotto forma di tasse. Il debito storico di Roma viene pagato dai cittadini con un aumento dell'Irpef dello 0,4% che viene imposta e che ci sarà non si sa fino a quando: finché non sarà estinto il debito storico".

Il dl Salva Roma ter, che tra le altre cose stabilisce che Roma entro due mesi debba presentare un piano di quantificazione del debito e di rientro, di concerto con il tavolo interistituzionale "è un'opportunità molto importante" e "siamo tutt'altro che impreparati".

"Servono nuovi processi di governance e una razionalizzazione dell'assetto delle partecipate di primo e secondo livello. Questo non va inteso come una messa in liquidazione delle società, ma come un processo complessivo che contempli anche operazioni societarie articolate quali fusioni, incorporazioni, senza escludere forme di apertura a nuovi soci pubblici e privati interessati al business".

"Siamo all'80% del censimento del nostro patrimonio immobiliare: abbiamo circa 600 immobili pronti ad essere dismessi e vogliamo ricavare 280 milioni di euro. Nella maggior parte dei casi sono situazioni che veramente devono essere dismesse invece altri immobili verranno certo valorizzati".

Con la vendita di parte del suo patrimonio immobiliare "Roma - ha aggiunto Marino - ha dato 100 milioni di euro al nostro Paese per le ex caserme di via Guido Reni in cui ci sarà spero la città della scienza".

"Ci stiamo occupando - aggiunge - di dare una serie di immobili, forse 30, alle forze dell'ordine perché solo la Polizia spende ogni anno 70 milioni di euro in affitti. Quindi perché non dargli noi gli immobili e usiamo questi soldi per maggiori risorse umane e per la sicurezza?". (Public Policy)

VIC

© Riproduzione riservata