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Salva Roma, bozza: ecco dove il Vaticano non paga Tasi e Tari

vaticano 04 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - Si va dalle basiliche alla residenza estiva di Castel Galdolfo, passando per tutti gli stabili ecclesiastici sul Gianicolo, comprese le sedi di Propaganda Fide. Sono più di 25 gli immobili di proprietà della Chiesa che vengono esentati dal dl Salva Roma ter dal pagamento della tassa sui servizi indivisibili (Tasi) e da quella sui rifiuti (Tari). Lo si legge nell'articolo quattro di una bozza aggiornata del decreto, di cui Public Policy è in possesso.

Nella bozza si esentano tutti gli immobili della Chiesa elencati negli articoli 13,14,15 e 16 dei Patti Lateranensi del 1929. Questi immobili sono: basiliche patriarcali di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore e di San Paolo, cogli edifici annessi; S. Callisto presso S. Maria in Trastevere; palazzo pontificio di Castel Gandolfo con tutte le dotazioni, attinenze e dipendenze; villa Barberini in Castel Gandolfo; immobili siti nel lato nord del Colle Gianicolense appartenenti alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide e ad altri Istituti ecclesiastici e prospicienti verso i palazzi vaticani; Basilica dei Santi XII Apostoli, di Sant'Andrea della Valle e di San Carlo ai Catinari, con tutti gli annessi e dipendenze; palazzi della Datarìa, della Cancelleria, di Propaganda Fide in piazza di Spagna, il palazzo del Sant'Offizio ed adiacenze, quello dei Convertendi (ora Congregazione per la Chiesa Orientale) in piazza Scossacavalli, il palazzo del Vicariato.

Inoltre vengono esentati l'Università Gregoriana, l'Istituto Biblico, Orientale, Archeologico, Seminario Russo, Collegio Lombardo, i due palazzi di Sant'Apollinare e la Casa degli esercizi per il Clero di San Giovanni e Paolo. (Public Policy)

VIC

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