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SANITÀ, LA VERSIONE DEI SINDACATI

sanità 02 luglio 2013

SANITÀ , LA VERSIONE DEI SINDACATI

SANITÀ, CERRITO (CISL): 23 MLD DI TAGLI SU 106 STANZIATI, NEL 2014 GLI EFFETTI

(Public Policy) - Roma, 2 lug - "Sui 106 miliardi di euro
destinati alla sanità, i tagli indifferenziati ammontato a
23 miliardi. E gli effetti più pesanti di questi tagli
devono ancora arrivare, i più pesanti si percepiranno nei
prossimi due anni".

Lo dice Pietro Cerrito segretario confederale della Cisl
con delega alle Politiche sociali in audizione alla Camera
di fronte alle commissioni riunite Bilancio e Affari
sociali. Le audizioni si svolgono nell'ambito dell'indagine
conoscitiva sul sistema sanitario nazionale e obiettivi di
finanza pubblica.

"Con i tagli che si sono fatti - aggiunge - si mettono in
discussione i diritti dei cittadini. Questo è il confronto
con l'Europa: ogni mille abitanti in Italia ci sono 3,7
medici e in questo caso siamo nella media europea, ma per
quanto riguarda gli infermieri ne abbiamo 1,4 su mille
abitanti contro una media europea di 3,2".

"C'è un'importante domanda di sanità - aggiunge - a fronte
di meno personale disponibile rispetto al passato. E
un'altra anomalia è il tipo di gestione: il nostro è un
servizio sanitario nazionale, ma gestito soprattutto a
livello locale. C'è difformità anche sul livello di
valutazione. Non c'è un sistema comune di valutazione delle
performance del Ssn, ognuno utilizza il suo. Ma questo crea
disomogeneità".

E conclude: "Oggi la sanità deve essere gestita veramente a
livello nazionale".

SANITÀ, CECCONI (CGIL): METTERE IN SICUREZZA IL SSN E RIVEDERE TICKET

(Public Policy) - Roma, 2 lug - "La priorità? Ce ne sono
molte, ma la più importante è mettere in sicurezza il
Servizio sanitario nazionale, in crisi a causa delle
ripetute riduzioni dei finanziamenti". Ma c'è anche un'altra
preoccupazione: "L'introduzione dei ticket ha creato
disparità sociali ed esclusioni. Con i ticket si impedisce a
tutti i cittadini di avere un'assistenza sanitaria. Oggi
molti non possono permettersela. I ticket vanno totalmente
rivisti".

Lo dice Stefano Cecconi della Cgil in audizione alla Camera
di fronte alle commissioni riunite Bilancio e Affari
sociali, in merito all'indagine conoscitiva sul Sistema
sanitario nazionale e obiettivi di finanza pubblica.
I tagli alla sanità, aggiunge, "non hanno ancora avuto le
conseguenze più pesanti: perché gli effetti dei tagli
arriveranno tra il 2014 e il 2015. Una riduzione tout court
che colpisce le realtà più virtuose mettendole in
difficoltà, ma anche quelle meno virtuose che non hanno
nessuna possibilità di migliorare".

"La combinazione di tagli e introduzione di ticket sta
mettendo in discussione l'universalità di un sistema che
fino a pochi anni si mostrava come un sistema di riferimento
a livello mondiale".

"Il nostro - prosegue - non è un sistema che può rimanere
così com'è: oggi c'è una pessima organizzazione dei servizi
e carenza di personale, c'è bisogno di attivare processi di
riqualificazione del sistema sanitario".

Tra le priorità individuate: "Il potenziamento dei sistemi
locali, conversione di questi sistemi a fronte della nuova
domanda di sanità con delle startup, con investimenti
iniziali e taglio degli sprechi lì dove ce ne sono. Per far
tutto questo vanno cambiate anche le politiche lavorative: i
tagli, il blocco delle assunzioni stanno mettendo in
difficoltà il sistema sanitario. E va ricordato che il Ssn è
una filiera fondamentale dell'economia del Paese"
"Il Governo - conclude - deve garantire ciò che è previsto
dalla Costituzione. Ora il principio dell'assistenza
sanitaria per tutti cittadini è messo in discussione".

SANITÀ, UGL: SPESA SOTTO LA MEDIA UE, INTERVENIRE SUL GOVERNO E MANAGEMENT

(Public Policy) - Roma, 2 lug - "In termini puramente
economici il Sistema sanitario nazionale è già ora in
sicurezza". Lo dichiara in audizione alla Camera nelle
commissioni riunite Bilancio e Affari sociali Ruggero Di
Biagi, segretario nazionale Ugl medici. La Corte dei conti,
nella relazione 2013, ricorda Di Biagi, dimostra che su
circa 717 mila unità di personale, a seguito di anni di
manovre economiche e vari interventi, si sia riscontrata una
flessione dell'1,5% del personale e della spesa (0,7% del
comparto).

La quota di Pil della spesa pubblica sanitaria, dice ancora
il rappresentante dell'Ugl, è appena sotto la media dei
Paesi europei. E il rischio collasso secondo un report della
Bocconi, ricorda Di Biagi, "è dovuto all'eccesso di rigore
finanziario".

"La soluzione - dice l'Ugl - sta nella riqualificazione
della spesa e del management. L'ipotesi è quella di
affrontare il governo del sistema, fuori controllo e
proponendo all'attenzione il rinforzo dell'assitenza
territoriale.

SANITÀ, UIL: LA GRANDE 'INCOMPIUTA' NEL SETTORE È LA RIFORMA DEL TERRITORIO

(Public Policy) - Roma, 2 lug - "Si nota un cambio di rotta
rispetto al 'modus operandi' ragioneristico dei tagli
lineari". Lo dice Francesco Maria Gennaro, rappresentante
della Uil, in audizione alla Camera nelle commissioni
riunite Bilancio e Affari sociali.

L'assistenza sanitaria integrativa, per la Uil, non è da
criminalizzare "se non lede i princìpi di globalità,
uguaglianza e solidarietà che caratterizzano la sanità
pubblica". Gennaro su questo apre a possibili forme di
integrazione tra le due forme di assistenza.

"I cittadini - dice - sono ancora intenzionati a far
ricorso alle proprie tasche, per decidere dove e come essere
curati".

Per il recupero delle risorse, la Uil parla di
"razionalizzazione dei presidi ospedalieri". In tanti
presidi si trovano 'doppioni' che "devono essere
riconvertiti o ricalibrati".

La 'grande incompiuta' della Sanità poi, per Gennaro, è la
riforma del territorio. Le degenze, dice Gennaro, sono
sempre più brevi, e ai pazienti si parla di continuità
territoriale. Ma per la Uil l'organizzazione territoriale
del Ssn va ripensata, "mettendo le famiglie nelle condizione
di far ricorso alla piena applicabilità dei Lea (Livelli
essenziali di assistenza; Ndr), che renda i pazienti
sereni".

Un altro aspetto su cui intervenire per la Uil è la
prevenzione: "Abbiamo indicato linee guida per
sensibilizzare le scuole, a partire dall'età pediatrica.
Altra possibilità è inglobare l'educazione alla salute
nell'insegnamento dell'educazione civica. Pensiamo a quanto
un cittadino sano possa gravare meno sul sistema sanitario
regionale".

Le voci su cui intervenire per razionalizzare il sistema e
ridurre la spesa, per Gennaro, sono i costi della politica
nella sanità, la mancanza di accentramento nei controlli
della spesa, la mancanza di autonomia e di selezione dei
manager primari. E poi: "Il taglio di incarichi e consulenze
che sono andati proliferando quando si è passati da Usl ad
Asl".(Public Policy)

SOR-RED

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