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Crisi e sanzioni: la situazione in Ucraina vista dalla Farnesina

ucraina 26 maggio 2016

ROMA (Public Policy) - "Se Kiev iniziasse ad adempiere alle clausole politiche degli accordi potrebbe rafforzare la propria posizione negoziale, togliendo alibi a Mosca che si trincera dietro le inadempienze ucraine lasciando briglia sciolta ai separatisti. L'alternativa è che le parti si attestino sempre più su posizioni massimaliste e che lo stallo si consolidi. Il tempo non gioca a nostro favore: in assenza di sviluppi visibili, l'esito più probabile è che la crisi si trasformi nell'ennesimo conflitto congelato o a bassa intensità".

Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Enzo Amendola, nel corso di un'audizione in III commissione alla Camera sui recenti sviluppi della situazione in Ucraina.

"Ciò - ha aggiunto - porrebbe un'ipoteca sulla nostra sicurezza, perché nascerebbe una sacca di instabilità in Ucraina orientale, fonte di potenziale transito di migranti irregolari e criminalità transfrontaliera, che contaminerebbe le regioni vicine".

Secondo Amendola "un'opportunità potrebbe essere il nuovo esecutivo ucraino, insediatosi dopo la crisi di aprile".

INTANTO, LE SANZIONI
"A giugno", ha spiegato il sottosegretario, i Paesi Ue si vedranno per (ri)parlare "delle sanzioni nei confronti della Russia. L'auspicio è che sia possibile superare l'attuale fase di difficoltà. Ma la situazione in Ucraina orientale non sembra ancora consentire questa svolta. La pace deve essere voluta dalle parti, che devono capire che occorre pagare un prezzo negoziale". (Public Policy) GAV

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