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Sblocca Italia, Legambiente a Renzi: intervenire su piccole opere incompiute

ciclovia 28 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - Per rilanciare l'economia dell'Italia "non serve muovere cemento e asfalto con grandi opere ma un'inedita politica dei trasporti e delle infrastrutture". Lo dichiara Legambiente, in una nota rivolta al premier Matteo Renzi sui temi che verranno trattati domani in cdm nell'ambito del piano Sblocca Italia. L'associazione ambientalista mette ai primi posti tra gli inteventi da attuare in materia di infrastrutture, gli investimenti nelle aree urbane "dove si concentrano i due terzi degli spostamenti delle persone e dov'è urgente recuperare pesanti ritardi infrastrutturali e sviluppare la mobilità pubblica".

E poi: bonifiche, opere di messa in sicurezza del territorio, depuratori, impianti per la gestione dei rifiuti. Le inziative da mettere in campo, per Legambiente, riguardano piccole e medie opere incompiute, "tra di loro molto diverse sia per impegno finanziario che per consistenza dell'intervento, e ferme da anni per motivi disparati, dall'assenza di fondi ai vincoli del Patto di stabilità, dall'incertezza sulle competenze degli enti locali alle incapacità progettuali". L'associazione lo scorso giugno aveva già presentato al govenrno Renzi il dossier #sbloccafuturo con una lista di 101 piccole e medie opere incompiute in tutta Italia. La voce più consistente degli interventi segnalati, ricorda la nota, riguarda il sistema dei trasporti (ferrovie, trasporti urbani, mobilità dolce), insieme alla messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico.

Poi, a seguire, bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti. Sul fronte della mobilità urbana, tra le priorità di Legambiente c'è il mancato completamento dell'anello ferroviario di Roma, "dove dal 1990 si aspettano 5 km di collegamento per 'chiudere il cerchio'", e le opere che ancora servirebbero per rendere efficiente il Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino e di Bologna. "Due situazioni paradossali - si legge ancora nella nota - sono poi il progetto dell'idrovia Padova-Venezia, avviato nel lontano 1963, e l'abbattimento dell'albergo sulla scogliera di Alimuri a Vico Equense, la cui procedura di abbattimento è partita anch'essa nel 1963".

Legambiente segnala poi la ciclovia abruzzese, "bloccata dalla mancanza di coordinamento tra comuni, province e regione", e "il collegamento ferroviario del porto di Gioia Tauro con la rete ferroviaria nazionale, dove l'opera è bloccata dai contrasti tra RFI, autorità portuale, comune, provincia e regione". Infine l'associazione parla di "oscar del paradosso" per due progetti siciliani: i due impianti di compostaggio a Ragusa e Vittoria "bloccati l'uno dalla mancanza di personale per farlo funzionare e l'altro dalla mancanza della cabina elettrica".(Public Policy) LEP

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