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Scioperi, la Gazzetta ufficiale 'estende' i poteri di richiamo

sciopero 06 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - Estensione del potere di richiamo della commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali anche "alle amministrazioni pubbliche che hanno affidato l'erogazione del servizio ad imprese solo formalmente distinte da esse e sulle quali esercitano un controllo diretto e penetrante".

Lo prevede una delibera della stessa commissione pubblicata in Gazzetta ufficiale che propone una interpretazione estensiva di una parte dell'articolo 13 della legge 146 del 1990, in materia di esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e di salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Le delibera specifica dunque che, previo accertamento delle relative responsabilità in ordine all'insorgenza o aggravamento del conflitto, la commissione potrà, nel caso in cui in sede di attività istruttoria, "emergano fatti o comportamenti astrattamente rilevanti dal punto di vista penale o erariale", trasmettere "idonea informativa agli organi giurisdizionali competenti per materia e territorio, ai fini degli opportuni accertamenti".

La stessa delibera spiega che, attualmente, "salvi i casi nei quali l'amministrazione provvede direttamente all'erogazione del servizio di pubblico interesse, eventualmente avvalendosi di una impresa solo formalmente distinta e sulla quale esercita un controllo analogo a quello esercitato sui propri uffici (cosiddetto 'in house providing'), la gestione dei servizi pubblici locali si realizza attraverso gli schemi contrattuali dell'appalto, ovvero della concessione del servizio, nell'ambito dei quali la scelta del contraente avviene con il rispetto delle procedure concorsuali ad evidenza pubblica".

Per questo spesso "l'erogazione dei servizi è assicurata dal concorso di una pluralità di soggetti, alcuni dei quali dediti, peraltro, esclusivamente, ad attività strumentali, in regime di appalto [...] la cui sopravvivenza economica è subordinata al puntuale adempimento degli obblighi contrattuali da parte delle stazioni appaltanti, ovvero, nei casi dell'in house providing, al tempestivo trasferimento delle risorse finanziarie necessarie". Di conseguenza la commissione, nella delibera pubblicata in Gazzetta, fa notare come i conflitti spesso sorgano (specie in alcuni settori, come quelli dell'igiene urbana e del trasporto pubblico locale), a causa del mancato trasferimento del corrispettivo dovuto da parte delle Pa alle aziende vincitrici dell'appalto.

Per questo la commissione ha deliberato, "in funzione di un'efficace azione preventiva del conflitto collettivo", una interpretazione estensiva "del potere di invitare le amministrazioni e le imprese erogatrici dei servizi a desistere dai comportamenti in evidente violazione della legge o delle procedure previste da accordi o contratti collettivi e, comunque, da 'comportamenti illegittimi che possano determinare l'insorgenza o l'aggravamento di conflitti in corso', e di richiamarle all'osservanza degli obblighi previsti dalla legge o da accordi o contratti collettivi". (Public Policy) NAF

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