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Quanto si sciopera in Italia, e perchè

sciopero 01 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - "Abbiamo calcolato che nel 2013 ci sono state 2.339 proclamazioni di scioperi, in tutti i settori. Nello stesso anno ci sono state 666 effettive giornate di sciopero". Lo ha detto Roberto Alesse, presidente della commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, presentando la sua relazione a Palazzo Madama.

"Quanto alla morfologia dinamica del conflitto - aggiunge - si segnala in primo luogo gli ambiti di igiene ambientale e smaltimento dei rifiuti (186 giorni di sciopero) e pulizie (105 giorni di sciopero) dislocate soprattutto al Sud". Tra le cause, il garante elenca "anche la riduzione delle risorse pubbliche e i ritardi nei pagamenti delle stazioni appaltanti".

"L'astensione collettiva dal lavoro - spiega ancora - è diventata anche un fisiologico passaggio procedurale a cui affidarsi in modo taumaturgico prima di iniziare una qualsiasi trattativa. In pratica rappresenta una legittimazione specie per quei piccoli sindacati che lo usano per avere visibilità. Quindi c'è l'esigenza di contrastare la logica dell'uso sconsiderato dello sciopero, anche per evitare che si trasformi in uno sterile rituale privo di effetti".

"Il metodo della concertazione - aggiunge Alesse - rileva la sua massima efficacia soprattutto quando si tratta di gestire fasi della crisi economica. Crediamo che possa essere di grande utilità una legislazione contributiva e fiscale che premi il decentramento contrattuale".

Nel settore dei trasporti locali in cui la "crisi è nota a tutti", nel 2013, ci sono state 293 giornate di astensione dal lavoro. Lo stato di crisi del settore - aggiunge il presidente della commissione di garanzia - è noto a tutte e tra le cause in primo luogo c'è il fatto che le Regioni hanno impegnato le risorse destinate ai trasporti per altre necessità, soprattutto in ambito sanitario".

"Inoltre il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale degli autoferrotranvieri ha portato, solo a Roma nel 2013, a ben 20 giornate di sciopero". Il governo quindi, questo l'appello del garante, "faccia ripartire il tavolo di confronto tra sindacati e imprese, altrimenti a breve si potrebbe innescare un effetto domino su tutto il territorio".

"È allo studio dell'Autorità l'ipotesi di avviare una possibile revisione di tutte le regolamentazioni provvisorie, al fine di inserire negli accordi di settore apposite clausole che prevedano la possibilità di esperire tentativi di conciliazione dinanzi alla stessa commissione di garanzia, in alternativa alle procedure di prevenzione e di raffreddamento già previste negli accordi, le quali, anche per il comportamento omissivo delle aziende erogatrici di servizi, non vengono utilizzate al meglio per giungere ad una composizione del conflitto, senza ricorrere allo sciopero".

Alesse ha concluso: "È su questa strada che si gioca il destino di un'efficace e necessaria interpretazione evolutiva della legge 146, che, inevitabilmente, è destinata a subire il 'giudizio sociale' di tutti i soggetti coinvolti nel procedimento, ogni qualvolta dalla sua applicazione non derivino soluzioni soddisfacenti in ordine al perseguimento dell'interesse pubblico generale". (Public Policy)

VIC

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