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SCUOLA, ANIEF PREPARA PIOGGIA DI RICORSI: "CONCORSO VIOLA LA NORMATIVA"

DL PA, MARCIA INDIETRO SU GRADUATORIE DOCENTI RELIGIONE: NO "A ESAURIMENTO" 26 settembre 2012

(Public Policy) - Roma, 26 set - (di Viola Contursi) Dopo la pubblicazione del
bando per il concorso della scuola 2012 l'associazione
professionale sindacale Anief ha fatto partire un ricorso al
Tar e, dice il presidente Marcello Pacifico a Public
Policy, ora farà partire una pioggia di ricorsi su punti in
cui il ministro Francesco Profumo "ha violato la normativa".
Pacifico ci tiene a sottolineare che l'Anief non vuole
bloccare il concorso ma vuole soltanto far valere il diritto
di quanti, soprattutto i precari, rischiano di ricominciare
la trafila alla ricerca di una cattedra senza nessun
riconoscimento del lavoro svolto finora e dell'esperienza
pregressa.
"Il concorso della scuola 2012 sarebbe stato positivo se le
graduatorie fossero state esaurite - dice - Nel 1999 non
c'erano precari ma in questi ultimi dieci anni, per colpa
dei tagli alla scuola (200 mila posti in meno in sei anni al
netto del tourn over) i precari ci sono eccome. Ce ne sono
170 mila nelle graduatorie ad esaurimento e 20 mila nelle
graduatorie di merito (che ora vengono cancellate). Ecco
perché c'è tanto livore nei confronti di questo bando. E'
difficile che il concorso possa saltare ma si deve fare in
base alla legge, ed ecco perché facciamo ricorso. Poi
chiariamo: se non si fossero fatti i tagli alla scuola in
questi anni, non avremmo il problema precari e questo
concorso andrebbe bene. Ma lo Stato in questi ultimi dieci
anni ha di fatto violato la normativa, cancellando i posti
che aveva assegnato. Ecco l'origine del problema".
Per ora quindi l'Anief ha presentato il ricorso al Tar per
far ammettere tutti i laureati (anche quelli degli anni
recenti) e gli insegnanti di ruolo, ma presto potrebbe
presentare nuovi ricorsi.
"Al momento - dice - abbiamo fatto partire il ricorso per
permettere l'ammissione al bando dei laureati dal 2001 al
2012 e degli insegnanti di ruolo. Poi, una volta partito il
concorso, vedremo quando far partire anche gli altri
ricorsi, ci sono altri 6 punti in cui il ministro ha violato
la normativa".
Pacifico illustra quindi i punti che l'Anief contesta al
ministro Profumo e che porteranno a nuovi ricorsi al Tar del
Lazio:

35/50 COME PUNTEGGIO MINIMO DEL TEST PRESELETTIVO
Il punteggio relativo al test di preselezione inteso come
prova scritta deve essere pari o superiore a 30 (equivalente
al vecchio voto 6) e non a 35 come stabilito dal ministro,
ammesso che un test possa essere in grado di dimostrare la
conoscenza approfondita degli argomenti come vuole la norma
di legge.

PROVA IN LINGUA STRANIERA NELLA SCUOLA ELEMENTARE
E ORALE IN INGLESE PER TUTTI
Il Testo Unico parla di prove facoltative.

STOP FACOLTÀ DI DICHIARARE IL PUNTEGGIO FAVOREVOLE
Ignorato il Testo Unico anche laddove prevede che il
candidato con un punteggio inferiore a quello ottenuto in
occasione del precedente concorso, possa optare per il
vecchio punteggio prima dell'esame dei titoli.

NESSUNA VALUTAZIONE DELLA PERMANENZA NELLE GRADUATORIE
Assente nella tabella dei titoli ogni valutazione per la
permanenza nelle GaE e/o nelle GM rispetto ai non abilitati,
mentre è riconosciuto - come previsto dalla norma - un
punteggio superiore al titolo SSIS rispetto agli altri
titoli universitari.

NESSUNA GRADUATORIA DI MERITO DI VALIDITÀ TRIENNALE
Il concorso è stato bandito secondo l'art. 400 del D.Lgs.
297/1994 che autorizza il ministro a rinnovarlo ogni tre
anni. Pertanto le dichiarazioni di Profumo sul prossimo
concorso per la primavera 2013 sono infondate, a meno che
venga emanato secondo un regolamento attuativo della legge
244/2007 ma legato alla formazione iniziale. Per questa
ragione, se è vero che il concorso non può fornire altre
abilitazioni, tuttavia deve garantire una graduatoria di
merito di durata triennale e fino al concorso successivo.
Chi supera le soglie di 28/40 nelle rispettive prove scritte
e orali prima della valutazione dei titoli non
necessariamente deve ottenere subito la cattedra, a meno che
a priori non si selezioni il numero esatto dei candidati
secondo i posti messi a concorso. (Public Policy)

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