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SCUOLA E FORMAZIONE, CONFINDUSTRIA E CGIL-CISL-UIL FIRMANO ACCORDO

13 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 13 feb - Confindustria, Cgil, Cisl e
Uil hanno firmato oggi un accordo su scuola e formazione
professionale che Ivan Lo Bello, vicepresidente di
Confindustria per l'Education, ha definito "un segnale di
forte svolta culturale per il Paese".

Le parti sociali delineano "percorsi condivisi" per la
formazione dei giovani, anche per via dell'assenza di questi
temi dalla contesa elettorale. La firma è stata apposta
dalle parti nella sede della Luiss, alla presenza dello
stato maggiore dell'università a sottolineare l'importanza
dell'evento.

"Garantire il diritto allo studio e valorizzare il merito:
fa crescere l'uguaglianza e l'economia" sui legge nelle
conclusioni del "documento di intenti" di 8 pagine, molto
articolato, che vuole costituire una svolta, con un
approccio laico ai problemi "senza furori ideologici"
secondo Lo Bello, che ha tenuto a sottolineare: "Nessuno
mette in dubbio l'indipendenza della scuola e dei percorsi
scolastici".

Il vicepresidente di Confindustria ha messo l'accento sul
criterio del merito "non in contrasto con l'equità", anzi
elemento che concorre ad attenuare le diseguaglianze e
contrasta la scarsa mobilità sociale, figlia della
vischiosità della nostra società, che premette al merito
altri criteri di selezione. L'obiettivo finale è quello di
rimettere in moto la crescita del Paese attraverso la
valorizzazione del ruolo dei docenti e degli studenti.

Il problema del diritto
allo studio, dell'accesso all'istruzione del giovane e alla
formazione permanente dell'adulto ("presa in carico della
persona per tutto l'arco della vita"), attraverso un sistema
di reti e sinergie legate al territorio, sono stati messi in
risalto da Serena Sorrentino della Cgil, come elementi di
inclusione della persona nella società e nei processi di
produzione. Sorrentino si è soffermata in particolare sulla
funzione degli istituti tecnici e professionali, sostenendo
l'urgenza di adeguare competenze, strutture e risorse alle
finalità di Europa 2020.

"In questo accordo abbiamo cercato - ha detto Francesco
Lauria della Cisl - di superare alcune dicotomie del
passato". Parlando dell'importanza dell'apprendistato,
Lauria non ha nascosto le difficoltà che incontra da noi
questo percorso (in Italia solo il 2% degli apprendisti
frequenta la scuola), a cominciare dal rapporto tra
formazione e salario. Il riconoscimento delle competenze
acquisite abbandona poi il classico strumento del diploma
pubblico per vie più informali, ma più sostanziali e
dinamiche.

La scuola non necessita di ulteriori riforme, piuttosto del
far funzionare meglio l'esistente e farlo progredire giorno
per giorno. Su questo ha battuto Guglielmo Loy della Uil,
che ha illustrato come nell'ambito di un migliore
collegamento tra scuola, lavoro e territorio operino già
oggi 200 mila studenti su un totale di 8 milioni. Ancora
pochi, ma in progress secondo la concezione che vede
strategico lo sviluppo sul territorio di "reti" di
collegamento tra scuola, formazione professionale,
università e impresa. (Public Policy)

ABA

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