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"SE VOLESSE LA RUSSIA POTREBBE COMPRARSI TUTTA CIPRO" /INTERVISTA

euro 21 marzo 2013

Cyprus parliament postpones vote on tax

(Public Policy) - Bruxelles, 21 mar - (di Daniela Sala)
L'Eurogruppo discuterà questa sera, nuovamente, la
crisi cipriota. Intanto il presidente Jeroen Dijsselbloem ha
dichiarato che Cipro è una minaccia sistemica per l'Eurozona
e si è assunto la responsabilità dell'accordo sul
salvataggio.

Oggi il governo cipriota ha presentato un piano B, ovvero
la creazione di un un fondo di solidarietà a garanzia degli
aiuti internazionali, dopo che negli ultimi giorni, a
seguito del voto contrario alla proposta della Troika (Fmi,
Ue, Bce) da parte del Parlamento cipriota, istituzioni
comunitarie e Nicosia si sono rimpallate le responsabilità.
Per Zoelt Darvas, economista del think tank europeo Bruegel,
è semplice dire chi ha sbagliato: "Tutti".

D. IL GOVERNO CIPRIOTA ACCUSA LA TROIKA DI AVER CERCATO DI
IMPORRE UNA MISURA INIQUA E L'UE ACCUSA CIPRO DI AVER RESO
IMPOSSIBILE OGNI ALTRA MISURA. COME STANNO LE COSE? CHI È
RESPONSABILE?
R. La risposta è molto semplice: tutte le istituzioni
presenti al meeting della scorsa settimana (l'Eurogruppo, i
partner europei, i rappresentanti del Governo cipriota, la
Commissione europea e la Banca centrale europea) hanno
approvato congiuntamente questa misura, quindi è assurdo che
ora si incolpino a vicenda. Chiunque era presente è da
ritenere responsabile. Comunque ora non importa stabilire di
chi sia la colpa: è il passato, ora bisogna guardare al
futuro.

D. PER QUALE MOTIVO È STATA DECISA UNA MISURA SIMILE E QUAL
ERA L'ALTERNATIVA?
R. È stato un grave errore tassare i depositi sotto i
100mila euro, mentre era necessario d'altra parte tassare i
depositi superiori a questa cifra. Il problema è che hanno
fatto entrambe le cose, scatenando la rabbia dei cittadini.
Quindi non stupisce che il Parlamento non sia stato
soddisfatto e si sia tirato indietro. Il partito di governo
si è infatti astenuto dal voto, probabilmente una strategia
per guadagnare tempo nella contrattazione.

Alla fine - aggiunge Darvas - hanno solo due soluzioni:
tassare i depositi sopra i 100mila euro a un tasso tra il
10 e il 15% oppure farsi aiutare dalla Russia, cosa che ritengo
poco probabile che avvenga. L'Ue non acconsentirà mai ad alzare
la cifra per il salvataggio a 17 miliardi, perché renderebbe
il debito di Cipro insostenibile. Potrebbero arrivare a 10, 11 al
massimo. Mentre se Cipro non trova i soldi è destinata al
default, uno scenario orribile.

D. PENSA CHE IL CASO CIPRO POSSA COSTITUIRE UN PERICOLOSO
PRECEDENTE?
R. È una situazione unica: Cipro è una piccola isola,
nell'Ue solo dal 2004, dove circola parecchio denaro sporco,
grazie alle basse tasse e a tassi di interesse superiori a
quelli di Francia e Germania. Non credo che un'eventuale
uscita di Cipro dall'euro allontanerebbe gli investitori da
altri Stati membri come Italia e Spagna.

Mentre per Cipro uscire dall'euro farebbe schizzare i
livelli di povertà, creando un precedente che nessun altro
vorrebbe imitare. Insomma mi sento di escludere il rischio
di un effetto contaminazione.

D. QUALE ACCORDO ALTERNATIVO È POSSIBILE?
R. È stato unanimemente riconosciuto che tassare i depositi
sotto i 100mila euro era è stato un errore.
Il punto è quanto tassare quelli superiori: se l'Ue
accordasse un miliardo in più la tassa potrebbe essere del
10% altrimenti sarebbe necessario alzarla al 13-14%.

La vera incognita è la Russia: ieri il ministro delle
finanze cipriota (Michalis Sarris; Ndr) non ha ottenuto
nulla, o almeno all'incontro a Mosca non è seguita nessuna
dichiarazione ufficiale. Ma è chiaro che la Russia, se
volesse, potrebbe comprare tutta l'isola. (Public Policy)

DSA

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