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Secondary ticketing, cosa ne pensa l'Unione consumatori

secondary ticketing 22 dicembre 2016

ROMA (Public Policy) - "È del tutto legittimo, per noi, un mercato secondario, a condizione che sia un mercato a valore aggiunto, nel senso che se io acquisto 100 biglietti e li rivendo ad un prezzo maggiorato, ma non opero nessun valore aggiunto su quel tagliando, sto facendo del bagarinaggio. Se, viceversa, nell'offrirli ai consumatori, offro dei servizi aggiuntivi, quand'anche l'operatore del mercato secondario mi offrisse una garanzia di rimborsabilita del biglietto, già giustificherebbe l'ulteriore agio rispetto al prezzo base".

È quanto ha detto Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, nel corso di un'audizione in commissione Cultura alla Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulla bigliettazione dello spettacolo dal vivo.

Dona ha aggiunto che "l'equazione mercato secondario uguale bagarinaggio è, nella logica di un'associazione dei consumatori che prova ad essere proattiva e non soltanto scandalistica, un'equazione che non tiene".

L'audizione fa riferimento al mercato del secondary ticketing, ovvero all'acquisto massiccio di biglietti di concerti per rivenderli a prezzi maggiorati, sul quale è intervenuta - ha ricordato Dona - l'Antitrust già a maggio dell'anno scorso, a seguito della richiesta dell'Unione nazionale consumatori di fare luce sulle numerose segnalazioni ricevute da parte dei consumatori sulla difficoltà di acquistare i biglietti al prezzo base originario "già dai primissimi secondi dalla messa in vendita", riportando come i biglietti "non fossero più disponibili e, quasi in contemporanea, fossero immediatamente su siti del mercato secondario a prezzi decuplicati".

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