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Sei mesi per i tagli alle Camere di commercio. La riforma arriva in Parlamento

camere commercio 30 agosto 2016

ROMA (Public Policy) - Centottanta giorni di tempo per scrivere il piano di razionalizzazione per alleggerire i costi delle Camere di commercio e ridurre, di conseguenza, le sedi da 99 a massimo 60. Il taglio dovrà tenere conto del numero minimo di iscritti al registro delle imprese: 75mila. Paletti, poi, per la nomina dei consiglieri per ogni struttura che non potranno superare quota 22 nelle Camere con più iscritti. Sono questi, in estrema sintesi, i cardini portanti della riforma Madia delle Camere di commercio, che dopo mesi di rinvii giovedì scorso ha ricevuto il primo via libera del Consiglio dei ministri. Il testo ora è stato inviato alle commissioni parlamentari per i pareri.

La prima bozza di testo risale a circa un anno fa. Mise e Funzione pubblica hanno lavorato per diversi mesi a un compromesso per arrivare a definire la riforma. Vediamo le novità principali.

STRETTA SEDI, MASSIMO 60 Le Camere di commercio non avranno più una sede per ogni provincia italiana, ma opereranno "nelle circoscrizioni territoriali esistenti" con la presenza di almeno una sede "in ciascuna Regione".L'accorpamento dovrà comunque tenere conto della soglia dimensionale minima delle sedi - imposta dal ddl delega - che corrisponde a 75mila imprese iscritte nel Registro. Già da due anni, in vista della riforma, le Camere hanno avviato le prime fusioni. Al momento, infatti, da 105 sono passate a 99.

PIANO TAGLI A UNIONCAMERE Sarà l'organo rappresentativo delle Camere a occuparsi del piano di razionalizzazione. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge Unioncamere dovrà inviare al Mise il piano per i tagli (per arrivare a massimo 60 sedi). Una volta inviato il piano le nuove circoscrizioni saranno approvate dal ministero entro altri due mesi. Inoltre, nel piano dovranno essere ridotte le aziende speciali mediante "accorpamento" di tutte quelle che svolgono compiti simili o che comunque possono essere svolti in modo coordinato da un'unica azienda. Nel piano rientreranno anche gli uffici di troppo e il personale presente nelle sedi doppione. La costituzione e il mantenimento di Unioni regionali potrà essere consentita solo con l'approvazione del Mise e dopo aver dimostrato l'economicità della struttura.(Public Policy) SOR

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