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Semestre europeo, il governo fa il punto: dalla flessibilità alle norme bancarie

ue 25 novembre 2014

ROMA (Public Policy) - Buoni risultati, sia sul piano politico che legislativo, al di là delle attese; una presenza italiana nella Commissione europea rafforzata (ora abbiamo un capo di gabinetto, 4 vice capi di gabinetto e 12 membri dei gabinetti dei commissari, mentre nella commissione Barroso avevamo solo 2 vice capi di gabinetto e 12 membri); attesi risparmi nel budget iniziale; programmi sui progetti non chiusi e da realizzare.

Questi, secondo quanto si apprende, i temi al centro della riunione del Comitato interministeriale per gli Affari Esteri, che si è tenuta ieri nella sala verde di Palazzo Chigi, e a cui hanno preso parte tra gli altri il sottosegretario Sandro Gozi, i ministri Andrea Orlando e Stefania Giannini e i sottosegretari Mario Giro (Esteri), Claudio de Vincenti (Mise), Paola De Micheli (Mef), Silvia Velo (Ambiente).

La riunione, si apprende, è iniziata con un giro di tavolo sul programma di lavoro della Commissione europea per il 2015, in cui ogni dicastero ha sottolineato quali siano i dossier ancora non chiusi durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo e su cui continuare a lavorare il prossimo anno. Quindi si è passati ad analizzare i risultati finora ottenuti durante il semestre, giudicati da tutti, viene spiegato, al di sopra delle attese. Si va dalla maggior flessibilità sulle regole di bilancio, agli accordi di libero scambio con Usa e Canada, alla riduzione delle buste di plastica da qui al 2025 e alla trasparenza in materia di conti correnti e investimenti.

La riunione è servita quindi a fare un punto sul lavoro fatto finora, in vista del Consiglio europeo del 18-19 dicembre (in cui si potrebbe fare un primo bilancio del semestre a presidenza italiana) e soprattutto del 13 gennaio, quando il premier Matteo Renzi si presenterà all'Europarlamento, a Strasburgo, per il discorso di conclusione del semestre (che 'scadrà' il 31 dicembre) e passare le consegne. Durante la riunione di questa mattina, si apprende ancora, si è stilato un elenco delle cose fatte durante il semestre, sia dal punto di vista politico che legislativo. Ne è venuto fuori un rapporto ufficioso, propedeutico di un documento ufficiale che Renzi dovrebbe presentare a Strasburgo a gennaio.

RISULTATI POLITICI: DA PIANO JUNCKER A FLESSIBILITÀ Per quanto riguarda i risultati politici raggiunti, si apprende, si è posto l'accento sul piano Juncker di sostegno agli investimenti (circa 1800 progetti per un valore complessivo intorno ai 1100 miliardi di euro); sulla massima flessibilità dimostrata, soprattutto sulle manovre francese e italiana; sulle nuove priorità europee della crescita e dell'occupazione; sull'assunzione di responsabilita in materia di immigrazione con l'operazione Triton.

I ministeri hanno anche sottolineato l'importanza della nomina dell'ex ministro degli Esteri Federica Mogherini come Lady Pesc, ovvero l'Alto rappresentante della politica estera europea; dell'accordo clima-energia, definito un accordo ambizioso e forse insperato da diversi media internazionali; del vertice di Milano in cui Russia e Ucraina sono tornati a sedersi allo stesso tavolo; dell'accordo Ttip di libero scambio con gli Stati Uniti; del vertice europeo sull'Ebola; dell'impegno dell'Europa sul monitoraggio del rispetto di diritti umani e legalità nei Paesi membri (e non solo in quelli che chiedono l'annessione).

RISULTATI LEGISLATIVI: DA TTIP A C/C E BUSTE DI PLASTICA Per quanto riguarda i risultati legislativi, durante la riunione sono stati ricordati in particolare l'accordo con il Canada sul libero scambio; il meccanismo unico di risoluzione bancaria (secondo 'pilastro' dell'Unione bancaria, approvato dal Parlamento Ue in aprile e adottato dal Consiglio il 14 luglio), con cui, si è sottolineato, si impedisce che eventuali crisi bancarie si ripercuotano sui contribuenti.

E ancora si è parlato di risultati facendo riferimento ai seguenti argomenti: il rafforzamento delle norme per impedire la doppia imposizione, la lotta all'evasione e alle frodi fiscali; l'adozione di nuove norme su titoli e fondi di investimento nell'ottica di più protezione da rischi per clienti; l'accordo, in sede di Consiglio, su una direttiva che consente ai consumatori di avere maggiore trasparenza nell'apertura di un conto corrente; la realizzazione di una piattaforma europea contro il lavoro sommerso; un accordo per una nuova direttiva che obblighi le grandi aziende a una maggiore trasparenza sulla responsanbilità sociale (dal rispetto per l'ambiente ai diritti dei lavoratori).

Elencati tra i risultati legislativi anche l'accordo tra gli ambasciatori dei Paesi membri sulle maggiori tutele sui marchi e per il contrasto alla contraffazione; la strategia della macro regione adriatico-ionica (ambiente marino, interconnessione trasporti e turismo); l'accordo sulla riduzione dei sacchetti di plastica leggera in uso in Europa (destinati a ridursi di circa tre quarti da qui al 2025); l'accordo sull'immatricolazione dei veicoli e lo scambio di informazioni tra Stati (se si commetterà un'infrazione in uno Stato membro con un auto di un altro Stato le amministrazioni si parleranno); l'accordo sulla trasparenza finanziaria nella gestione dei porti, contro la concorrenza sleale fatta di aiuti di Stato occulti.

ATTESO ACCORDO SU ANTIRICICLAGGIO E QUOTE ROSA IN CDA Sempre durante la riunione di questa mattina si è fatto un focus anche su due obiettivi del semestre che potrebbero essere raggiunti in questo ultimo mese di presidenza: la direttiva contro il riciclaggio di denaro sporco e un primo accordo politico in Consiglio sulle quote rosa nei Cda. (Public Policy)

VIC

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