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Gas e dintorni: senza la Russia è dura, anche con il Tap

gasdotto tap 28 aprile 2017

ROMA (Public Policy) - L'Italia deve diversificare le vie di approvvigionamento del gas altrimenti il sistema potrebbe essere a rischio. È uno dei ragionamenti dell'Esecutivo in merito alla nuova Strategia energetica nazionale, secondo quanto apprende Public Policy da fonti di Governo.

Una nessità già sottolineata dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in audizione nelle commissioni Ambiente e Attività produttive alla Camera lo scorso marzo. L'Italia ha "l'esigenza di valutare fonti alternative di approvvigionamento di gas", aveva sottolineato il ministro.

L'esigenza, aveva ancora spiegato Calenda, è dovuta al fatto che al 2022 si esauriranno i contratti a lungo termine con l'Algeria, con una domanda stabile al 2030.

Di fronte a questo scenario, si aprono due strade: "Sviluppare altre pipeline che portino a contratti fissi o una strategia che premia la rigassificazione che per un certo periodo sarà un mercato più liquido e con un prezzo più basso". Considerazioni che ora saranno messe nero su bianco nella Sen.

Nel documento su cui il Governo sta lavorando si ribadirà che il nostro Paese rispetta la regola N-1, cioè è in grado di soddisfare la domanda totale di gas “durante una giornata di domanda particolarmente elevata” anche se viene a interrompersi il flusso dalla maggiore infrastruttura. Ma i problemi non mancano.

Qualora dovesse mancare il gas russo, infatti, il sistema italiano andrebbe in difficoltà di fronte a picchi di domanda anche con la prevista entrata in funzione del Tap (il gasdotto in fase di realizzazione che approderà in Puglia). Inoltre diversificare le fonti servirà - è ancora il ragionamento del Governo - anche per non far stare i fornitori in una posizione di forza rispetto ai prezzi.

C'è poi da evidenziare che al 2020 scadranno circa 35 Bmc anno di contratti di lungo termine. Sul lato dell'ingresso, invece, sono attesi 8,8 Bcm annui dal 2020 grazie al Tap e un aumento compreso tra i 10 e i 20 Bcm annui entro il 2030 da Igi, l'interconnessione Grecia-Italia o (ma non si esclude 'in aggiunta') il raddoppio del Tap. (Public Policy) FRA

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