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SENATO: LE 'STRANE MAGGIORANZE' POSSIBILI

06 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 6 dic - (di Elisa Pastore) Nel corso
del voto di fiducia di questa mattina in Senato, il Pdl ha
sottolineato i motivi che lo hanno indotto ad astenersi. Il
Pd, ha chiesto a Monti di andare da Napolitano. Nel caso di
un 'Monti bis' da tenere in vita fino al termine della
legislatura, le alchimie di voto per possibili 'strane
maggioranze' in Senato sono diverse, ma si appoggiano su un
terreno scivoloso: in ogni gruppo, i peones, sono in
agguato, anche se mossi da diverse motivazioni.

Maggioranze che sulla carta dovrebbero essere solide, alla
prova dei fatti, ossia il voto, potrebbero ribaltarne gli
esiti. Un rischio che sicuramente non possono correre i
provvedimenti di fine legislatura, come le leggi di
stabilità e di bilancio. Le attuali composizioni dei gruppi
sono: Pdl 126 senatori, Lega 22 e Coesione nazionale 13;
insieme sono 161 voti. Sull'altro versante c'è il Pd, con
105 senatori e l'Idv con 11 che insieme contano 115 voti. Ci
sono poi l'Udc con 16 senatori, il Terzo polo con 14 e il
gruppo Misto con 14; in tutto altri 44 voti.

Se si sommassero, ad
esempio, tutti i 115 del Pd e dell'Idv, si arriverebbe a
159, contro i 161 del gruppo Pdl-Lega-Cn, anche se le
combinazioni possibili sono diverse. In ogni caso non sono
numeri da far dormire sonni tranquilli.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, questa mattina
dopo il voto di fiducia ha detto che riferirà al presidente
Napolitano gli esiti del dibattito: "Colleghi, prima di
proseguire i lavori della seduta, non posso che prendere
atto delle dichiarazioni dei rappresentanti dei gruppi
intervenuti dopo il voto. Sono dichiarazioni estremamente
delicate - ha sottolineato Schifani - che segnano la
particolarità del momento che stiamo vivendo. La presidenza
non può che formulare l'auspicio che in un momento così
delicato per il nostro Paese si possano trovare punti di
intesa che favoriscano la massima condivisione in vista
della fine della legislatura".

"Non vi è dubbio - ha aggiunto Schifani - che tutto attiene
alle forze politiche. L'evento di oggi, naturalmente, non è
un fatto indifferente e ne vedremo gli sviluppi. Informerò
doverosamente il presidente della Repubblica del contenuto
degli interventi, a cominciare da quello della presidente
Finocchiaro (Pd), ma anche quelli degli altri colleghi come
il capogruppo del PdL. Per quanto attiene ai miei doveri, io
non mi sottrarrò". (Public Policy)

EPA

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