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Il Senato ha votato nuove pene contro la corruzione

giustizia 27 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - Con 160 voti favorevoli, 60 contrari e 3 astenuti l'assemblea del Senato ha approvato l'articolo 1 del ddl Anticorruzione, apportando al testo due modifiche rispetto a quello votato dalla commissione Giustizia. L'articolo 1 prevede l'aumento delle pene per i reati di peculato, corruzione propria, in atti giudiziari, contro i doveri d'ufficio, induzione e nell'esercizio della funzione.

Ecco le nuove pene per i reati di corruzione.

SE 'PER INDUZIONE' MAX 10 ANNI E 6 MESI
Cambia il reato di corruzione per induzione. La modifica prevede che la pena minima sia di 6 anni e la massima di 10 anni e 6 mesi. Il testo originario del Codice penale prevede invece una reclusione da tre a otto anni.

SE IN ATTI GIUDIZIARI MAX 12 ANNI
Aumenta la pena per la corruzione in atti giudiziari: dunque passa da 4 a 10 anni di reclusione a 6 e 12 anni. Inoltre, l'emendamento prevede che se dal fatto deriva l'ingiusta condanna di qualcuno alla reclusione non superiore a 5 anni, la pena prevista va da un minimo di 6 a un massimo di 14 anni di carcere (e non più da 5 a 12); se deriva l'ingiusta condanna superiore a 5 anni o all'ergastolo, la pena della reclusione sarà da 8 a 20 anni (e non più da 5 a 20).

PER PUBBLICI UFFICIALI PENA A 6 ANNI. SÌ INTERCETTAZIONI
Durante il passaggio in commissione Giustizia è stato approvato anche un emendamento M5s che aumenta la pena massima - da 5 a 6 anni - per il reato di cui all'articolo 318 del codice penale: corruzione per l'esercizio della funzione. Il reato riguarda il pubblico ufficiale che, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa.

La pena minima rimane l'arresto di un anno. Con l'aumento della pena massima a 6 anni sarà dunque possibile per il giudice autorizzare le intercettazioni del pubblico ufficiale interessato e viene, invece, esclusa la tenuità del fatto.

SALGONO PENE PER CORRUZIONE PROPRIA
Salgono a sei e dieci anni le pene (minima e massima) per i pubblici ufficiali che compiono il reato di corruzione propria. Dunque aumenta il carcere per il reato previsto dall'articolo 319 del codice penale: "Il pubblico ufficiale - si legge nella norma così come modificata - che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa" è punito con la reclusione da sei a dieci anni (invece che 4 e 8).

AUMENTO CARCERE PER PECULATO. PENA MAX 6 MESI IN PIÙ
Aumenta anche la pena massima per il reato di peculato, che passa da 10 anni a 10 anni e sei mesi.

PER COLLABORATORI AUMENTA SCONTO PENA
Per i collaboratori di giustizia, per i reati di corruzione, aumenta lo sconto della pena: questa infatti sarà diminuita da un terzo a due terzi. Il testo originario del ddl prevedeva una diminuzione da un terso a due terzi della pena.

NO APPALTI PUBBLICI PER 5 ANNI SE CONDANNATI
Chi commette reati di corruzione non potrà "contrarre" con la pubblica amministrazione per 5 anni (e non più per 3). In altre parole non potrà sottoscrivere contratti con le Pa come nel caso di appalto pubblico. E ancora: le condanne non inferiori a 2 anni comportano l'estinzione del rapporto di lavoro o di impiego con le Pa e società partecipate.

ESTINZIONE RAPPORTI DI LAVORO
Scende la pena minima (da 3 a 2 anni), per corruzione, con cui scatterà l'estinzione del rapporto di lavoro. (Public Policy) SOR

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