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SENTENZA UNIPOL, BERLUSCONI: LA SOLITA PERSECUZIONE CHE DURA DA 20 ANNI

07 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 7 mar - "La sentenza del Tribunale
di Milano sulla vicenda Unipol comprova quanto sostengo da
sempre: sono stato oggetto di migliaia di articoli di
giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato
ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da
segreto sia con divieto di pubblicazione".

Lo scrive su Facebook il leader del Pdl Silvio Berlusconi dopo la
sentenza Unipol del tribunale di Milano che lo ha condannato
a un anno per rivelazione di segreto d'ufficio.

"Ho presentato - si legge ancora - decine di denunce in
merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo. In un
caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia
denuncia. E per la pubblicazione su un giornale non
controllato in alcun modo da me, senza neppure portare a
processo il direttore responsabile dell'epoca, mi si
condanna perché avrei prima della pubblicazione ascoltato la
intercettazione in oggetto. Mai l'ho ascoltata ma anche se
l'avessi ascoltata, e non è vero, tutti hanno escluso che vi
sia mai stata una mia compartecipazione a tale
pubblicazione".

"È davvero impossibile - conclude il Cavaliere - tollerare
una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent'anni e
che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti
particolarmente complessi nella vita politica del Paese.

Soltanto una vera e completa riforma della giustizia potrà
consentire che ai cittadini italiani non accada ciò che
continuamente accade a me da 20 anni e che continuerà ad
accadere, poichè sono ben conscio che anche nei prossimi
appuntamenti giudiziari non vi sarà spazio per le doverose
assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei
confronti e che solo in Corte di Cassazione sarà possibile,
come accaduto puntualmente ieri, ottenere giustizia".
(Public Policy)

GAV

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