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SINDACATI, CGIL: RIVEDERE CONTRATTO NAZIONALE PER DIMINUIRE LE DISEGUAGLIANZE

17 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 17 dic - Ridefinire il contratto
nazionale per diminuire le diseguaglianze tra lavoratori
protetti e precari. L'idea è della Cgil, illustrata durante
un seminario a Milano (10 e 11 dicembre). Lo ha confermato
Elena Lattuada, segretaria confederale della Cgil e
responsabile della contrattazione, in un'intervista al sito
"Il diario del lavoro".

La Cgil, dice Lattuada, intende "dare pesi diversi ai vari
livelli di contrattazione. Se si rinviano alla sede
aziendale, al secondo livello di contrattazione, materie
come la gestione degli orari, la classificazione,
l'organizzazione del lavoro, la gestione delle flessibilità,
il contratto nazionale diventa una cornice di diritti di
cittadinanza e il luogo in cui determinare la salvaguardia
del potere d'acquisto delle retribuzioni. Di conseguenza, la
contrattazione di secondo livello recupera margini per
remunerare la produttività, permettendo di allargare la
platea a soggetti che oggi ne sono esclusi".

"Il contratto dei dipendenti degli studi professionali -
aggiunge - va in questa direzione. Dice che il contratto si
applica a tutti i lavoratori della categoria e costruisce
condizioni minime per tutti, e demanda alla contrattazione
di secondo livello la reale applicazione di questo
principio. Un settore particolare, questo, accanto a 1,1
milioni di lavoratori subordinati ci sono 300 mila
praticanti e 400 mila partite Iva".

"Vogliamo fare una proposta di ampio respiro al sistema
delle imprese per cambiare assieme il segno dello sviluppo
[...] I precari sono quattro milioni, ma la competitività
del sistema produttivo del nostro paese non è migliorata,
semmai è avvenuto il contrario".

La Cgil non ha firmato il patto sulla produttività perchè,
conclude Lattuada, "quella trattativa è subito andata in
un'altra direzione. Invece di applicare l'accordo del giugno
2011 ed estenderlo a tutti i comparti, come noi chiedevamo,
è stata fatta una forzatura sul salario di produttività. Un
accordo che peraltro non è operativo e che, con questa crisi
di governo improvvisa, rischia di non esserlo più". (Public
Policy)

RED

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