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Siria, per Bonino "la più grande tragedia" dell'epoca: 130mila morti

siria 03 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - "Non possiamo più accettare quello che sta accadendo". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, aprendo oggi alla Farnesina il gruppo di lavoro sull'emergenza umanitaria in Siria promossa dall'Onu. "C'è un'estrema urgenza di intervenire, siamo preoccupati per la crescente instabilità che minaccia non solo la regione ma il mondo intero", ha aggiunto, alla presenza del vicesegretario generale delle Nazioni Unite, Valerie Amos e del commissario Ue per gli Aiuti umanitari, Kristalina Georgieva.

"LA PIÙ GRANDE TRAGEDIA UMANITARIA DELLA NOSTRA EPOCA"
La crisi siriana, ha sottolineato la titolare della Farnesina, "è la più grande tragedia umanitaria della nostra epoca per il numero dei civili coinvolti": circa 130mila persone sono già morte, 2,3 milioni sono i siriani fuggiti nei Paesi confinanti e 6,8 milioni gli sfollati interni. "Spero - ha aggiunto - che troveremo una soluzione pratica nel corso della riunione, anche se so che non è possibile sperare in un miracolo dall'oggi al domani. Ma ogni giorno dobbiamo fare un appello affinché si giunga a una soluzione per la popolazione", ha detto il ministro.

LA MANCANZA DI ACCESSO PER AIUTI UMANITARI
L'emergenza principale in Siria "è la mancanza di accesso per gli aiuti umanitari", ha sottolineato Bonino, spiegando che "da un punto di vista pratico tutto è pronto per entrare in Siria e portare gli aiuti: basta soltanto che venga dato il via". Le parti "hanno ignorato gli appelli" e hanno una "grande responsabilità morale", ha aggiunto.

LA RISPOSTA DELLA COOPERAZIONE ITALIANA
Secondo l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell'Onu (Ocha), le persone bisognose di assistenza umanitaria in Siria ammontano a 9,3 milioni mentre i rifugiati siriani e in attesa di registrazione, secondo l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), ammonta a 2,3 milioni. Fino ad oggi il contributo italiano per far fronte all'emergenza umanitaria in Siria ammonta a 26,6 milioni di euro, con interventi a favore della popolazione sfollata in Siria e sostenendo gli sforzi dei governi dei Paesi limitrofi di Giordania, Libano, Turchia ed Iraq, che hanno accolto i profughi.

Il 42,32% di questo contributo è andato al Libano, seguito da Siria (28,28%), Giordania (18,96%), Turchia (7,58%) e Iraq (2,86%). Dal punto di vista della tipologia di intervento la risposta della Cooperazione italiana alla crisi siriana si è articolata in un 53,43% destinato agli organismi internazionali, con il 38,25% destinato invece alla cooperazione bilaterale e il restante 8,32% andato a finanziare i trasporti dal deposito di Brindisi.

La Cooperazione italiana ha attuato interventi per 19 milioni di euro a sostegno dei Governi dei Paesi limitrofi di Giordania, Libano e Turchia e Iraq, dove si registra il più alto numero di rifugiati siriani: alle operazioni di primo soccorso all'assistenza alimentare, dall'assistenza psico-sociale per i più piccoli a quella tecnica e di coordinamento destinata alle comunità ospitanti. Igiene, ambiente e salute sono stati, inoltre, al centro degli interventi italiani, effettuati con la collaborazione di organismi internazionali (Unhcr, Oms) oltre che di Ong straniere (Oim, Mezza Luna Rossa turca) e italiane (Oxfam Italia, Cisp, Gvc, Avsi, Intersos).

Il supporto in Siria, articolato fin da subito per fornire assistenza ai siriani colpiti dalla crisi, si è articolato in 7,5 milioni di euro destinati a una vasta gamma di interventi: operazioni di primo soccorso, assistenza alimentare e nutrizionale, assistenza psico-sociale, sminamento umanitario (in collaborazione con Unmas), coordinamento umanitario, operazioni multi-settoriale e nel campo della salute e dell'agricoltura. (Public Policy)

RED

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