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SIRIA, IL M5S AL GOVERNO: QUAL È IL PREZZO DA PAGARE PER GLI OSTAGGI ITALIANI?

11 aprile 2013

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(Public Policy) - Roma, 11 apr - Il Governo italiano sta
conducendo trattative con i gruppi armati siriani per
ottenere la liberazione dei giornalisti presi in ostaggio il
3 aprile? E le eventuali trattative prevedono l'invio di
denaro o di armamenti? Lo chiede con un'interpellanza al
Governo il gruppo al Senato del Movimento 5 stelle.

La vicenda è quella del rapimento di Amedeo Ricucci,
giornalista Rai, Elio Colavolpe, Andrea Vignali e Susan
Dabbous, nel nord della Siria da parte di uno dei gruppi di
ribelli che combattono - ormai da 2 anni - una sanguinosa
guerra contro il regime di Bashar al-Assad. Fin dal 4 aprile
- si legge nell'interpellanza dei 5 stelle - "la Farnesina
dichiarava i giornalisti non già 'rapiti' bensì,
pudicamente, 'trattenuti', e chiedeva agli organi di
informazione un 'silenzio stampa' prontamente ottenuto".

Ma, ricordano i senatori, "sono passati almeno 6 (8; Ndr)
giorni dal rapimento, senza che il Governo si sia sentito
in dovere di riferire al Parlamento su questo gravissimo
episodio". Le colpe del Governo Monti stanno, secondo il
Movimento 5 stelle, nell'aver fin da subito riconosciuto
come unici rappresentanti del popolo siriano i gruppi
riuniti nella "Coalizione nazionale siriana".

Un mix di gruppi armati (e non) che secondo i 5 stelle
provengono in maggioranza "da numerosi Stati stranieri" e
sono "foraggiati dall'occidente e dalle 'petromonarchie'".

Questi gruppi si sarebbero, sempre secondo il movimento,
impossessati "delle giuste istanze di democrazia e
partecipazione che erano alla base delle mobilitazioni del
popolo siriano di qualche anno fa", e adesso "stanno
seminando il terrore con autobombe, assalti ad edifici
governativi, uccisioni e rapimenti di inermi cittadini
siriani, considerati 'colpevoli' di non schierarsi con loro
contro il governo di Bashar al-Assad".

Altra colpa della Farnesina (quando ancora era retta da
Giulio Terzi) sarebbe quella - si legge nell'interpellanza -
di aver recentemente proposto, "insieme con la diplomazia
francese e inglese, la fine ufficiale dell'embargo di armi
decretato dalla Comunità europea".

LE PAROLE DI MONTI OGGI AL G8 DEI MINISTRI DEGLI ESTERI
Ieri il ministro degli Esteri ad interim Mario Monti ha
incontrato a Londra il leader dell'opposizione siriana,
primo ministro 'in esilio', Ghassan Hitto, mentre oggi è
intervenuto sulla vicenda siriana durante l'incontro
ufficiale con i colleghi europei.

"La crisi siriana - ha detto Monti - è il nodo centrale per
il Medio Oriente. Rischia di ripercuotersi sull'intera
regione, i rischi di contagio verso i Paesi vicini ci
preoccupano molto. I costi umanitari sono altissimi.
Parliamo di oltre 70 mila vittime e un milione di profughi.

"È necessario creare le condizioni affinché si possano
aprire rapidamente le prospettive di una soluzione politica
con l'uscita di scena di Assad e l'avvio di una transizione
verso la democrazia e lo stato di diritto. È importante
sostenere l'unità e la coesione della Coalizione nazionale
delle forze di opposizione, l'unico rappresentante legittimo
del popolo siriano. Sosteniamo anche gli sforzi dell'inviato
speciale dell'Onu e della Lega araba Brahimi".

"Crediamo - ha concluso Monti - che anche la Russia possa e
debba essere parte attiva nei tentativi per la ricerca di
una soluzione politica". (Public Policy)

GAV

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