Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Siria, le risoluzioni approvate alla Camera: dall'embargo al cessate il fuoco

siria 05 dicembre 2014

ROMA (Public Policy) - Embargo su tutte le armi, un'iniziativa internazionale per il cessate il fuoco, sostegno, "in un quadro di contrapposizione anche politico-militare", all'azione della coalizione internazionale. Sono gli impegni che due risoluzioni sulla Siria, approvate in commissione Esteri alla Camera, chiedono al governo.

I due testi, entrambi riformulati, portano le firme di Fabrizio Cicchitto (presidente della III commissione, deputato Ncd) e di Emanuele Scagliusi (Movimento 5 stelle). La risoluzione Cicchitto è stata appoggiata anche da Pd, Psi, Sc, PI e Forza Italia.

LA RISOLUZIONE DI MAGGIORANZA I partiti di maggioranza, più Forza Italia, impegnano il governo a "sostenere attivamente, nelle relazioni bilaterali, nella cornice di politica estera dell'Unione europea e in tutte le sedi internazionali, l'iniziativa dell'inviato speciale dell'Onu per la Siria", il diplomatico italiano Staffan De Mistura (viceministro degli Esteri ai tempi del governo Monti), "finalizzata a salvare Aleppo quale 'Città aperta' e simbolo della convivenza tra culture e religioni, nonché ogni altro sforzo utile a favorire il successo di una soluzione politica utile a mettere fine al conflitto siriano e a contrastare la minaccia terroristica".

Inoltre il governo (e la Farnesina a guida Gentiloni) dovrebbe "sostenere in tutti i modi, in un quadro di contrapposizione anche politico-militare, l'azione della coalizione internazionale, istituita ai sensi della citata risoluzione dell'Onu n. 2170, e di tutti i soggetti impegnati nella lotta contro il terrorismo di Daesh (lo Stato islamico; Ndr) e di altri gruppi armati e/o terroristici, sollecitando tutti gli attori e i governi della regione a collaborare appieno nel contrastare tale minaccia, essendo tale cooperazione fondamentale per la sicurezza della regione".

LA RISOLUZIONE 5 STELLE I deputati del Movimento impegnano il governo a "prevedere un piano di aiuti umanitari, di mezzi di soccorso e di attrezzature mediche, da concordare con le organizzazioni umanitarie internazionali e con le organizzazioni non governative italiane ed europee, da inviare in Iraq e in Siria, nelle zone interessate dal conflitto o che ospitino campi di accoglienza dei profughi e degli sfollati dalle città teatro della guerra, senza distinzioni tra minoranze religiose".

E ancora: "A prevedere l'avvio di progetti di sostegno psicologico per le donne fatte oggetto di compravendita e vittime di violenza sessuale; ad assumere un'iniziativa internazionale per il cessate il fuoco, la smilitarizzazione delle città contese, l'apertura di corridoi umanitari, il ripristino delle forniture di acqua potabile e di energia elettrica, il sostegno e l'accoglienza ai profughi come precondizione per il ritorno in sicurezza degli stessi nei loro villaggi e case".

Inoltre l'Italia dovrebbe "adoperarsi, in tutti i fori multilaterali, ivi incluso il gruppo informale 'Amici della Siria' affinché si cessi immediatamente di fornire finanziamenti e supporto ai belligeranti in Siria e possa essere adottato in Consiglio di sicurezza un embargo su tutte le armi dirette in Siria, come auspicato dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon; a promuovere, di concerto con i partner internazionali, un'indagine in sede Onu per la ricerca e la tracciabilità di tutte le fonti monetarie che finanziano forze armate irregolari e/o non riconosciute ufficialmente". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata