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Spiagge, interrogazione M5s: l'Italia rischia ancora sanzioni Ue?

Manovra, proposta D'Alì su spiagge va avanti 22 novembre 2013

ROMA (Public Policy) - Il Movimento 5 stelle ha chiesto con un'interrogazione al Governo (prima firmataria Claudia Mannino) se tra i criteri di assegnazione delle spiagge, una valutazione eccessiva della professionalità acquisita da parte di chi è già concessionario non rappresenti un serio rischio per l'Italia di incorrere di nuovo in sanzioni europee per violazione della direttiva servizi. I 5 stelle si chiedono infatti se il governo "non ritenga che la sola introduzione, come criterio di valutazione delle offerte per l'assegnazione della concessione di un'area demaniale, della 'professionalità acquisita' non sia una forma" che riproduca "il cosiddetto 'diritto di insistenza', che è all'origine della procedura di infrazione n.2008/4908".

Cos'è il diritto di insistenza - Il diritto di insistenza è, in materia di concessioni demaniali, la preferenza alle precedenti concessioni rilasciate rispetto alle nuove istanze, e secondo la Commissione Ue viola l'articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell'Unione.

Le altre richieste dei 5 Stelle - Il Movimento vuole inoltre sapere dal governo se "l'Agenzia del demanio abbia trasmesso al Mef un documento riservato sulle problematiche connesse all'assegnazione delle concessioni balneari" e quali siano, eventualmente, "le valutazioni che il ministero ha formulato in merito alle proposte contenute nel documento", in particolare sulle modalità di gestione delle procedure di gara per l'assegnazione delle concessioni demaniali.

Il motivo dell'interrogazione - Il sottosegretario Pier Paolo Baretta ha presentato, scrivono i 5 stelle, "in accordo con le associazioni di categoria, una proposta sulla normativa relativa alle concessioni demaniali marittime che consente di eludere gli obblighi derivanti dall'applicazione della direttiva servizi attraverso la sdemanializzazione e la successiva alienazione della parte della spiaggia occupata dagli stabilimenti con diritto di prelazione riconosciuto agli attuali concessionari".

L'interrogazione riporta anche una risposta del viceministro dell'Economia Stefano Fassina, che a un'interpellanza urgente sulla questione presentata dalla stessa Mannino, aveva risposto che l'Italia non avrebbe potuto modificare in questo modo la normativa perchè avrebbe rischiato nuovamente di incorrere in sanzioni europee. L'interrogazione riferisce inoltre di un articolo di Gianfranco Turano sull'Espresso, del 22 ottobre, che riporta come il Governo fosse alla ricerca di una mediazione tra la direttiva servizi (che obbliga gli Stati Ue ad "applicare una procedura di selezione tra i candidati potenziali con garanzie di imparzialità e di trasparenza") e la protezione degli attuali concessionari. (Public Policy) IAC

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