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Lo Spillo

strada 08 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - di Enrico Cisnetto - Singolare ma vero. C'è anche chi entra in un settore sfruttando tutte le possibilità del libero mercato per poi contestarne regole e principi. Per la prima volta la concorrenza si affaccia anche nel settore autostradale, dove da sue settimane ha aperto i caselli la A35 (detta Brebemi), con la possibilità per gli automobilisti che vanno da Brescia a Milano di percorre un'alternativa alla A4 Milano-Venezia.

La concorrenza, principio fondante della teoria liberale e della politica economica europea, in tema autostradale è però relativo e può valere solo se non contrasta con l'interesse collettivo: se, quindi, la sua applicazione è utile esclusivamente ad assorbire eccessi di traffico e non per costruire a piacimento nuovi collegamenti. In ogni caso ora la Brebemi è in funzione, palesemente in competizione con la A4, e non si torna indietro.

Non può stupire, quindi, che ciascuno dei due contendenti metta in campo ogni strumento a disposizione, sia esso di marketing, pubblicità, migliori servizi o ribasso dei prezzi per difendere il proprio business. Anche un pannello informativo o pubblicitario che sia, come quello che Autostrade per l'Italia (concessionaria della A4) ha posto all'altezza del casello di Brescia centro per confrontare il pedaggio e i chilometri che ci vogliono per arrivare a Milano est con le due alternative, rientra nella normale competizione.

La pubblicità comparativa, infatti, è lecita e attuata in ogni campo (fast food, telefonia, detersivi, automobili). Sarà il tribunale a decidere se i paragoni siano coerenti, se rispettino tutti i limiti, o che non siano ingannevoli. In ogni caso, però, è una contraddizione che proprio la Brebemi abbia prima voluto giocare la partita della concorrenza per poi rifiutarne le regole del gioco, correndo con gli avvocati dai giudici. Eppure, dovrebbe essere semplice quando ci si muove nel libero mercato: ognuno difende il proprio business, specialmente con pubblicità e marketing. È la concorrenza, bellezza. (Public Policy)

@ecisnetto

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