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Stabilità 2015: le misure fiscali, spiegate bene

soldi 23 dicembre 2014

ROMA (Public Policy) - Dalla stabilizzazione del bonus Irpef da 80 euro alla decontribuzione per gli assunti a tempo indeterminato nel 2015, dalla deducibilità al 100% del costo del lavoro dall'Irap, al Tfr optabile in busta paga, dall'estesione della reverse charge al settore edile ed energetico, alla grande distribuzione e ai pallets, all'Iva sugli e-book al 4%.

E poi la conferma della deducibilità dal reddito dei finanziamenti al proprio partito anche da parte di candidati ed eletti. Queste le principali norme sul fisco contenute nella legge di Stabilità 2015 che, con il voto finale da parte dell'Aula della Camera di ieri sera, vede la 'luce' ed entrerà in vigore dal 1° gennaio 2015.

BONUS 80 EURO DIVENTA STRUTTURALE - Viene reso strutturale il credito d'imposta Irpef da 80 euro per lavoratori dipendenti e assimilati. Continuano a rimanere esclusi pensionati e incapienti.

NO BONUS IRPEF PER CHI HA INCENTIVI RITORNO DALL'ESTERO - Non si possono cumulare il bonus Irpef e gli incentivi per il rientro dei cervelli dall'estero e per il rientro dei ricercatori scientifici residenti all'estero.

DEDUCIBILITÀ COSTO LAVORO DA IRAP -  Si concede la possibilità a taluni soggetti Irap di ridurre la base imponibile di un importo pari alla differenza tra il costo complessivo sostenuto per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e l'importo di alcune spese già deducibili ex lege. Per estendere l'agevolazione anche agli autonomi si è concesso un credito di imposta, utilizzabile in compensazione, pari al 10% dell'imposta lorda determinata secondo le regole generali. Gli sgravi sono inoltre stati estesi ai lavoratori agricoli stagionali.

TFR IN BUSTA PAGA - I lavoraatori dipendenti del settore privato avranno la possibilità di liquidazione nella retribuzione mensile, in via sperimentale, per il periodo 1° marzo 2015 - 30 giugno 2018, delle quote del trattamento di fine rapporto (Tfr) maturate nel medesimo periodo. In relazione alla conseguente riduzione di liquidità per i datori di lavoro, si prevedono alcune forme di compensazione o di finanziamento. Il Tfr opzionato viene tassato in regime ordinario.

CAMBIA IL REGIME IVA DEI 'MINIMI' - Cambia il regime forfettario dei minimi per gli autonomi: l'aliquota sale al 15% e viene stabilito che per accedere al regime agevolato (che costituisce il regime 'naturale' per chi possiede i requisiti) sono previste delle soglie di ricavi diverse a seconda del tipo di attività esercitata. Tali soglie variano da 15mila euro per le attività professionali a 40mila per il commercio. I 'nuovi minimi' vengono estesi anche a chi percepisce redditi di natura mista, purché i redditi conseguiti nell'attività di impresa, arti e professioni siano prevalenti rispetto a quelli percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati.

La prevalenza non rileva ai fini dell'applicazione del regime agevolato, se il rapporto di lavoro è cessato o se la somma delle tipologie di reddito percepito (da impresa, arte o professione e lavoro dipendente e assimilato) non supera i 20mila euro. Coloro che al 31 dicembre 2014 si avvalgono dell'attuale regime dei minimi (con aliquota al 5%) possono continuare ad avvalersene per il periodo che residua al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età. All'interno del nuovo regime dei minimi si prevede una specifica disciplina di vantaggio per coloro che iniziano una nuova attività: per i primi tre anni il reddito imponibile è ridotto di un terzo.

AUMENTA A 7 EURO DEDUCIBILITÀ BUONI PASTO ELETTRONICI - Viene aumentata da 5,29 euro a 7 euro la soglia di deduzione ai fini fiscali per i buoni pasto elettronici. L'aumento viene disposto dal 1° luglio 2015.

FONDI PENSIONI E CASSE PRIVATIZZATE - Mentre sui rendimenti del Tfr non optato in busta paga la tassazione aumenta al 17%, viene erogato un credito di imposta per ridurre l'aumento delle tasse su fondi pensione e sulle casse previdenziali privatizzate.

Per le casse previdenziali si prevede che 'a decorrere dal periodo di imposta 2015 (quindi dal 2016) 'è riconosciuto un credito di imposta pari alla differenza tra l'ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate nella misura del 26% sui redditi di natura finanziaria dichiarate e certificate dai soggetti intermediari o dichiarate dagli enti medesimi e l'ammontare di tali ritenute e imposte sostitutive computate nella misura del 20%, a condizione che i proventi assoggettati alle ritenute e imposte sostitutive siano investiti in attività di carattere finanziario a medio e lungo termine individuate con apposito decreto del Mef'.

Per quanto riguarda invece i fondi pensione si prevede di erogare, sempre dal 2016, un credito di imposta 'pari al 9% del risultato netto maturato', così da riportare la tassazione, solo sugli investimenti, dal 20 all'11%. (Public Policy)

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VIC-FRA

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