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L'azzardo durante la Stabilità: i ddl che vogliono vietare la pubblicità dei giochi

giochi 26 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - Con la relazione della presidente della commissione Sanità al Senato, Emilia Grazia De Biasi, è stato avviato l'iter congiunto di 3 disegni di legge sul divieto di pubblicità del gioco d'azzardo, nelle commissioni riunite Sanità e Finanze a Palazzo Madama.

Le proposte sono a prima firma di Giovanni Endrizzi (M5s), Donatella Albano (Pd) e Jonny Crosio (Lega).

Come ha sottolineato la relatrice i progetti di legge Pd e M5s recano il divieto di propaganda pubblicitaria diretta o indiretta, di comunicazioni commerciali, di sponsorizzazione o di promozioni di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro e tale divieto si applica alle reti di raccolta sia fisiche che online.

Con sanzioni che vanno, per il ddl dei 5 stelle, da 50mila a 500mila, per il mancato rispetto del divieto, da applicarsi al soggetto che ha commissionato la pubblicità, a quello che la effettua e al proprietario del mezzo di diffusione.

La proposta Albano, invece, prevede una sanzione da 20 a 200mila euro per chiunque trasgredisca al divieto. Ed entrambe le proposte destinano i soldi delle sanzioni ad interventi di contrasto alle patologie connesse alla dipendenza dal gioco d'azzardo.

Il ddl di Crosio, invece, modifica l'articolo 36-bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi, inserendo una nuova disposizione che vieta qualsiasi comunicazione commerciale, audiovisiva o radiofonica, diretta o indiretta, che induca all'acquisto di prodotti di giochi con vincite in denaro e alla partecipazione ad attività di gioco, anche online, che implichino la vincita di somme in denaro legata al caso.

Come ha ricordato il presidente della commissione Finanze, Mauro Maria Marino(Pd), bisognerà, ora che è stato avviato al'iter di tali proposte al Senato, raccordarsi con la Camera, dove è in corso l'esame di pdl simili, per individuare le modalità di raccordo con l'altro ramo del Parlamento, anche per evitare sovrapposizioni o discrasie.(Public Policy) IAC

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