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Dl Stipendi scuola, come è andata a finire con la norma salva-presidi

scuola 18 marzo 2014

ROMA (Public Policy) -

16.35 - L'assemblea della Camera ha approvato definitivamente il decreto sugli scatti stipendiali del personale della scuola. Il provvedimento ha ricevuto 316 sì, un no e 98 voti di astensione.

11.34 - Parere contrario agli emendamenti di Pd e Forza Italia che contenevano la norma salva-dirigenti scolastici. Lo ha deciso la commissione Bilancio alla Camera, che ha bocciato quasi tutti gli emendamenti presentati al decreto Stipendi scuola in quanto gli emendamenti "sono suscettibili - si legge nel parere - di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura".

Le proposte, presentate in un primo momento in commissione Lavoro e poi ritirate, sono a una a prima firma Luisa Bossa del Pd e due a firma Elena Centemero di FI e si occupano di sanare l'annullamento da parte del Tar del concorso ordinario 2011 per la dirigenza degli istituti scolastici. A confermare la sentenza è stato anche il Consiglio di Stato il 5 novembre 2013. Con l'annullamento sono 112 i dirigenti scolastici della Regione Toscana - vincitori di concorso - che rimangono sospesi. Ma non solo, perché la norma riguarda anche i presidi della Lombardia e della Campania, anche loro vincitori di concorso.

Bando di gara annullato poi dal Tar. Per questo gli emendamenti prevedevano "al fine di garantire il regolare svolgimento dell'anno scolastico in corso" che il personale al momento in servizio con funzioni di dirigente scolastico, a seguito della procedura concorsuale annullata, "continua a esercitare le funzioni medesime in via transitoria nelle sedi di rispettiva assegnazione". La reggenza temporanea rimarrà in vigore fino "all'avvenuta rinnovazione e al completamento" del concorso annullato. Su questi emendamenti la presidenza della commissione Bilancio chiede al governo "di confermare l'idoneità della clausola di neutralità finanziaria a garantire l'assenza di effetti finanziari negativi per la finanza pubblica".

10.05 - È stata ripresentata, in aula alla Camera (al decreto Stipendi scuola), la norma salva-dirigenti scolastici. Come anticipato nei giorni scorsi da Public Policy, la norma era contenuta in due emendamenti differenti (a firma Pd e Forza Italia) depositati in commissione Lavoro e successivamente ritirati insieme al resto degli emendamenti. Maggioranza e governo, infatti, per accelerare l'iter alla Camera, hanno deciso di rimandare in aula possibili modifiche.

E su questa - a quanto si apprende - la relatrice Antonella Incerti (Pd) e il governo potrebbero dare parere favorevole. In ogni caso, alle 10,30 si riunisce il comitato dei nove della commissione per esaminare le proposte. Il decreto, già approvato dal Senato (che risolve l'impasse della decurtazione dagli stipendi del personale della scuola di 150 euro per la questione degli scatti maturati nel 2013), è stato esaminato in fretta e furia dalla commissione, che dopo il ritiro di tutti gli emendamenti ha licenziato il provvedimento dando mandato al relatore di riferire in aula.

La norma è stata ripresentata in aula con tre emendamenti identici (uno a prima firma Luisa Bossa del Pd e due a firma Elena Centemero di FI) e si occupa di sanare l'annullamento da parte del Tar Toscana del concorso ordinario 2011 per la dirigenza degli istituti scolastici. A confermare la sentenza è stato anche il Consiglio di Stato il 5 novembre 2013. Con l'annullamento sono 112 i dirigenti scolastici - vincitori di concorso - che rimangono sospesi. Nonostante l'annullamento (arrivato nel 2013) ai 112 dirigenti considerati idonei, che hanno vinto il concorso, sono state assegnate le scuola da presiedere.

Quindi la sentenza del Tar (che ha dichiarato illegittimo il concorso) rischia di lasciare molte scuole della Toscana senza presidi. Per questo gli emendamenti prevedono "al fine di garantire il regolare svolgimento dell'anno scolastico in corso" che il personale al momento in servizio con funzioni di dirigente scolastico, a seguito della procedura concorsuale annullata, "continua a esercitare le funzioni medesime in via transitoria nelle sedi di rispettiva assegnazione". La reggenza temporanea rimarrà in vigore fino "all'avvenuta rinnovazione e al completamento" del concorso annullato. (Public Policy)

SOR

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