Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

#Stradeblog // Cannabis, in America la legalizzano così

cannabis 05 maggio 2015

ROMA (Public Policy / Stradeonline.it) - Nel dicembre 2013 l'Uruguay diventava il primo paese al mondo ad approvare una norma che regola la produzione, la distribuzione e la vendita della marijuana. Negli Stati Uniti già cinque stati - Colorado, Oregon, District of Columbia, Alaska e Washington - hanno legalizzato il consumo di marijuana per uso ricreativo, mentre altri ventuno ne consentono l'uso per scopi medici.

La cannabis in America sta rapidamente diventando un vero e proprio business. Gli statunitensi spendono in marijuana 40 miliardi di dollari ogni anno, circa il 20% di quello che spendono in sigarette ed alcol. Solo in Colorado si sono registrate vendite per un valore di 600 milioni di dollari nel corso dei primi undici mesi del 2014, con un incasso per lo Stato di 68 milioni; all'inizio di quest'anno erano circa 16mila le persone che lavoravano nel settore della cannabis. Le autorità federali statunitensi hanno stabilito delle priorità per quegli stati che hanno approvato o approveranno la vendita legale di marijuana, tra cui mantenere la sostanza lontana dai minorenni ed evitare che la legge vada ad avvantaggiare le attività criminali.

Il Dipartimento di Stato è impegnato a portare avanti politiche contro il traffico illegale di droga nel Paese. Il pericolo più grande, infatti, sostengono i detrattori della legalizzazione, è che alcuni possano acquistare una grande quantità di marijuana per poi venderla a prezzi superiori fuori dallo Stato - attività chiaramente illegale. Per questa ragione, tutti gli Stati oggetto del confronto hanno stabilito un limite di 28,5 grammi al possesso personale.

La violazione è punibile con una multa fino a 100 dollari in Colorado, mentre è più severo Washington con una multa fino a 1000 dollari od un massimo di 90 giorni di carcere. Quest'ultimo, inoltre, è l'unico Stato a vietare la coltivazione domestica. Dov'è possibile fumare? In pratica solo a casa propria, in quanto il consumo in luoghi pubblici rimane ancora illegale. Fa eccezione l'Uruguay che in materia di consumo pubblico ha adottato norme simili a quelle del tabacco. I maggiorenni possono fumare erba ovunque, tranne che negli edifici pubblici o nei posti di lavoro chiusi. Quindi non si può fumare in un bar o in un ristorante (posti di lavoro per il personale degli stessi), ma si può fumare ai tavoli all'aperto.

La coltivazione commerciale è regolata attraverso licenze concesse o al produttore o alla struttura. La principale differenza tra le legislazioni degli Stati del Nord America e della Repubblica uruguaiana riguarda la grande distribuzione: negli USA gli acquisti avvengono in negozi autorizzati, in Uruguay nelle farmacie. Tuttavia, come ha detto in un'intervista ad inizio marzo Milton Romani, segretario generale del National Drugs Board, "la legge sta per essere attuata e ci accingiamo a terminare la vendita di marijuana nelle farmacie".

I limiti a produzione e distribuzione variano molto da Stato a Stato. Gli stabilimenti del Colorado devono coltivare almeno il 70 per cento della marijuana che vendono e vendere a rivenditori non più del 30 per cento di ciò che producono. Nello stato di Washington, ogni operatore non può detenere più di 3 licenze. L'Uruguay non prevede limiti specifici, ma l'Ircca (Instituto de regulación y control del cannabis) può limitare il numero di produttori e quanto ciascuno può produrre. Quasi tutti gli Stati prevedono attività di prevenzione e trattamento. In Oregon e Washington le tasse generate avranno proprio questa destinazione. Il Colorado si impegna a produrre materiale didattico per un uso appropriato e per la prevenzione del consumo da parte di minorenni. In Uruguay, i sistemi sanitario e di istruzione nazionali sono tenuti a promuovere ed offrire risorse per il trattamento e la prevenzione per affrontare l'uso problematico di cannabis.(Public Policy / Stradeonline.it) STR

@Strade_Magazine

© Riproduzione riservata