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Dl Stupefacenti, verso modifiche su quantità detenuta e pene ad hoc cannabis

cannabis 10 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Reintrodurre i lavori socialmente utili tra le pene alternative previste per lo spaccio o la detenzione di stupefacenti. E ancora: definire entro quale quantità, la detenzione di droghe, può essere considerata "ad uso personale"; prevedere pene di 3 anni per il reato di detenzione illecita di stupefacenti (il reato di piccolo spaccio di droga), ma solo per lo spaccio della cannabis.

Sono questi alcuni dei temi sui quali lavorano i deputati delle commissioni Giustizia e Affari sociali, che entro venerdì alle 16 saranno trasformati in emendamenti da presentare al decreto su stupefacenti e medicinali 'off label' (farmaci utilizzati per cure non presenti nella scheda tecnica). A quanto si apprende, le prime due modifiche potrebbero essere presentate dalla relatrice e presidente della commissione Giustizia, Donatella Ferranti (Pd). Per l'abbassamento delle pene per il reato di piccolo spaccio, invece, la norma era già stata presentata alla Camera durante l'esame dell'ultimo decreto Carceri dal relatore di maggioranza David Ermini (Pd).

Quindi la norma - respinta dal governo dopo il 'no' arrivato da Ncd - potrebbe essere ripresentata con il dl Stupefacenti. In particolare i deputati - soprattutto della maggioranza - sono a lavoro per presentare emendamenti per le nuove pene da attibuire allo spaccio e detenzione di doghe, visto che il decreto delega il Parlamento ad occuparsene. Con la bocciatura della Consulta della Fini-Giovanardi, infatti, sono decadute le pene e le sanzioni in vigore. E con le nuove tabelle contenute nel decreto (che separano la cannabis dalle droghe pesanti), con le quali si torna alla vecchia distinzione prevista dalla legge Iervolino-Vassalli, i deputati pensano a pene diverse a seconda delle sostanze.

Ma non solo, a quanto riferisce un deputato del Pd, i democratici vogliono anche a modificare la tabella predisposta ad hoc per la cannabis, che ora distingue tre tipologe di cannabinoidi: hashish, olio di canapa e marijuana, tutte e tre della famiglia della cannabis indica. Per il Pd, riferisce una fonte democratica a Public Policy, "andrebbero tolte le distinzioni della cannabis" e quindi nella tabella andrebbe riportata più semplicemente la dicitura "cannabis". Questo però potrebbe significare che saranno soggette a pene e sanzioni (anche se minori rispetto alle droghe pesanti come la cocaina) anche le altre tipologie di cannabis, come sativa, la ruderalis e gli incroci.

CHE COSA HA DECISO LA CORTE COSTITUZIONALE Il 12 febbraio scorso la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale al legge Fini-Giovanardi. Con la sentenza la Consulta non ha bocciato la Fini-Giovanardi in base al suo contenuto. La violazione della Costituzione che è stata riscontrata riguarda infatti l'articolo 77 della carta che regola la procedura di conversione dei decreti.

Quindi la Fini-Giovanardi è stata bocciata per come è stata approvata e non per quello che stabiliva. Le norme, infatti, furono inserite sotto forma di ampio emendamento (a firma Fini-Giovanardi) durante la conversione in legge in un provvedimento che si occupava allo stesso tempo del finanziamento delle Olimpiadi invernali di Torino e di "disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi".

SPERIMENTAZIONE FARMACI 'OFF LABEL' Dopo lo scandalo Roche-Novartis, il Cdm ha inserito nel nuovo decreto anche la parte che riguarda i medicinali 'Off label' (utilizzati per indicazioni non autorizzate, che non sono comprese in scheda tecnica). Il provvedimento dà la possibilità ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) di avviare d'ufficio delle sperimentazioni dei farmaci off label, finanziandole con i propri fondi (che ammontano a circa 3 milioni di euro annui).

L'ente regolatorio dovrà poi contattare l'azienda titolare di brevetto per acquisire l'assenso alla sperimentazione e l'azienda potrà seguire tre percorsi: autorizzare l'Aifa a sperimentare, avviare in proprio il trial, oppure opporsi del tutto. In quest'ultimo caso, Aifa avrà la facoltà di pubblicizzare il diniego sul proprio sito. In caso di esito positivo della sperimentazione, il farmaco verrà autorizzato a carico del Ssn. Nel mentre potrà essere reso provvisoriamente concedibile in questi tre casi: se utilizzato in altri Paesi, se esistono studi scientifici anche indipendenti che ne attestano l'efficacia e se l'eventuale farmaco autorizzato alternativo è eccessivamente oneroso per il Ssn. (Public Policy)

SOR

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