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Dl Stupefacenti, bozza: rivivono le tabelle della legge Fini-Giovanardi

cannabis 14 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - Ritornano in vita le tabelle sulle droghe della Fini-Giovanardi, ma senza cancellare la distinzione tra pesanti e leggere reintrodotta dalla Corte costituzionale. E' quanto prevede il decreto entrato oggi in Cdm, sulla "disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale".

La Corte costituzionale, il 12 febbraio scorso, infatti, ha bocciato la Fini-Giovanardi per violazione dell'articolo 77 della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti legge. La legge sulle droghe venne introdotta con un emendamento al provvedimento che finanziava le Olimpiadi invernali di Torino 2006; modifica che non è stata considerata pertinente.

Quindi quella della Consulta è stata una bocciatura formale e non nel merito. Con la decisione della Corte era tornata subito in vigore la legge Iervolino-Vassalli del 1990. "Le sostanze stupefacenti o psicotrope sottoposte alla vigilanza ed al controllo del ministero della Salute - si legge all'articolo 1 di una bozza in del dl in possesso di Public Policy - sono raggruppate in due tabelle, allegate al presente testo unico. Il ministero della Salute stabilisce con proprio decreto il completamento e l'aggiornamento delle tabelle". Con il nuovo decreto dovrebbe restare intatta la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, che la Fini-Giovanardi aveva eliminato e la sentenza della Consulta ripristinato.

LE PAROLE DI LORENZIN AL TERMINE DEL CDM
"Abbiamo approvato - ha spiegato il ministro della Salute - un decreto con una norma che interviene sugli aspetti amministrativi conseguenti alla sentenza della Consulta sulla legge Fini-Giovanardi, che ha creato un vuoto normativo, per poter ripristinare alcune tabelle con nuove droghe. L'aspetto penale, invece, viene rinviato di 60 giorni per un approfondimento".

"Il tema è estremamente sensibile, lo abbiamo rimesso al Parlamento perché la sentenza ha fatto cadere tutta l’impalcatura. Come ministro della Salute non posso dire altro che drogarsi fa male”, ha aggiunto rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del Cdm. (Public Policy)

SOR-GAV

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