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SUPERBOLLO, FILIERA AUTOMOTIVE: NEL 2012 PERSI DAL FISCO 140 MILIONI DI EURO

sfasciacarrozze 30 settembre 2013

sfasciacarrozze

(Public Policy) - Roma, 30 set - "Abolire la dannosa e controproducente sovrattassa sul bollo auto, nata nel 2011 per portare nelle casse dello Stato 168 milioni di euro, che ha prodotto una serie di effetti perversi che stanno penalizzando l'Erario, il mercato dell'auto e il suo indotto". È questa la richiesta espressa al ministero dell'Economia e delle Finanze in una lettera congiunta firmata dalle principali associazioni della filiera automotive: Anfia (produttori italiani), Aniasa (autonoleggio), Assilea (leasing), Federauto (concessionari), Unasca (agenzie), Unrae (costruttori esteri).

Le Associazioni evidenziano che nel solo 2012 si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro, così suddivisa: per lo Stato -93 milioni di gettito Iva e -13 milioni di superbollo; per le Regioni -19,8 milioni di mancato pagamento del bollo; per le Province -5,2 milioni di Ipt e circa -9 milioni di addizionale su Rca.

A causare questo danno per l'Erario, una serie di fenomeni non previsti e controproducenti, in particolare: la riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW (-35% nel 2012 contro il -9,8% del mercato auto nel suo complesso); la proliferazione, nel Nord Italia, di "falsi leasing" di autovetture con targa tedesca (o ceca) date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani (con mancato versamento dell'Iva, del bollo, del superbollo, dell'Ipt, delle multe, dell'addizionale provinciale sulla Rca, oltre all'impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all'estero, la possibilità di sfuggire al redditometro, le difficoltà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti).

A questo, sottolineano le associazioni della filiera automotive, si aggiunge il fenomeno della "esterovestizione" di veicoli, radiati per esportazione in paesi Ue, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca, bulgara o romena con le conseguenze sopra indicate; il boom di radiazioni per esportazione sia di auto di nuova immatricolazione, poi radiate e reimmatricolate con targa estera, sia di auto usate, che non produrranno più gettito per il Paese a partire dal secondo anno.

Da ultimo c'è il crollo dei passaggi di proprietà relativi ad autovetture sopra i 185 kW, ridotti del 37% nel 2012 rispetto ai volumi del 2011. "In definitiva - evidenziano le Associazioni -l'addizionale introdotta, oltre a condizionare negativamente sia il mercato del nuovo sia il mercato dell'usato, ha prodotto effetti negativi per l'Erario, non solo in termini di entrate fiscali previste, ma anche di mancato introito di Iva, Ipt e bollo, conseguente alla riduzione delle immatricolazioni e del parco circolante. Appare, quindi, opportuna e urgente l'abolizione della sovrattassa, anche al fine di fornire al mercato dell'auto un primo segnale di rilancio, che possa invertire la rotta negativa degli ultimi anni e che vada nella direzione di un alleggerimento della pressione fiscale sul comparto".

Dal 2009 a oggi il carico fiscale sulla motorizzazione ha continuato a crescere, fino a superare, nel 2012, i 72 miliardi di euro, pari al 17% del totale delle entrate tributarie nazionali. (Public Policy) SPE

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