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Tasi, il Senato approva il rinvio della prima rata al 16 ottobre per i ritardatari

casa 04 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato hanno approvato l'emendamento del governo che rinvia il pagamento della prima rata Tasi 2014 al 16 ottobre per tutte le case dei Comuni che non hanno deliberato le aliquote entro il 23 maggio.

Nei Comuni che non delibereranno le aliquote entro il 19 settembre il pagamento sarà rinviato al 16 dicembre con aliquota all'1 per mille. Viene inoltre stabilito l'obbligo dal 2015 di invio dei bollettini precompilati.

L'emendamento approvato riscrive la norma sulla Tasi inserita nella legge di Stabilità 2014 prevedendo, innanzitutto, che, a decorrere dall'anno 2015, i comuni dovranno assicurare la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta. Viene quindi stabilito un regime derogatorio per il 2014: i contribuenti pagheranno la prima rata del nuovo tributo, entro il 16 giugno 2014, sulla base delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni pubblicate nel sito informatico del Mef, alla data del 31 maggio 2014, con obbligo, quindi, per i comuni di inviare dette deliberazioni entro il 23 maggio 2014.

Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il 23 maggio 2014, il versamento della prima rata della Tasi viene appunto rinviato al 16 ottobre 2014 sulla base delle deliberazioni che dovranno essere pubblicate sullo stesso sito entro il 18 settembre 2014, con obbligo per i comuni di invio entro il 10 settembre 2014. La nuova norma approvata prevede che "se a quest'ultima data non risultano inviati gli atti in questione, i contribuenti saranno tenuti a versare l'imposta in un'unica soluzione entro il termine del 16 dicembre 2014, calcolandola applicando l'aliquota di base pari all'1 per mille e, comunque, entro il limite massimo previsto", ovvero che la somma delle aliquote della Tasi e dell'Imu per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all'aliquota massima consentita dalla legge statale per l'Imu al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille.

L'emendamento approvato prevede anche che entro il 20 giugno debbano essere erogate ai comuni 'ritardatari' risorse, a valere sul Fondo di solidarietà comunale, corrispondenti al 50% del gettito annuo della Tasi stimato ad aliquota di base. Entro il 10 giugno il Mef dovrà inoltre emanare un decreto indicando, per ciascuno dei comuni che pagheranno la prima rata a ottobre, gli importi da erogare.

La norma prevede, infine, la procedura per recuperare le somme nel caso in cui le anticipazioni complessivamente erogate siano superiori all'importo spettante per l'anno 2014: entro il 30 settembre il ministero dell'Interno dovrà comunicare all'Agenzia delle Entrate gli eventuali importi in eccedenza e le Entrate quindi tratterranno le relative somme "per i comuni interessati da qualsiasi entrata loro dovuta riscossa tramite il sistema del versamento unificato". Gli importi recuperati saranno versato nelle casse dello Stato entro ottobre 2014 e riassegnati al Fondo di solidarietà comunale. (Public Policy)

VIC

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