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TASSE, PROGRAMMI A CONFRONTO: DALL’IMU "RIDATA" AGLI SCONTI PER CHI HA MENO

tasse 22 febbraio 2013

taxesTAGLIATO

(di Public Policy per Il Fatto Quotidiano)

Dall’Imu all’Irap, dall’Irpef all’Iva e ai condoni. La campagna elettorale si gioca soprattutto sulle tasse. A pochi giorni dall’apertura delle urne impazzano come in un carnevale fiscale le proposte di riduzione delle imposte. Sull’abbassamento della pressione fiscale insistono tutti i partiti con ricette varie.

La proposta cosiddetta “shock” è quella del Cavaliere. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi ha promesso non solo la restituzione dell’Imu, il “maltolto” come ha detto lui, versato dagli italiani nel 2012. Ma anche la cancellazione dell’odiata tassa sulla prima casa, che vale circa 4 miliardi. L’Imu però era stata messa in cantiere proprio dal governo Berlusconi, Monti l’ha solo anticipata.

LORENZIN (PDL): “PUNTIAMO SU IRAP E RIDUZIONE SPESA”. La copertura dell’Imu avverrà con più tasse sui tabacchi e un accordo sui capitali italiani depositati in Svizzera, ha promesso Berlusconi, insieme a un nuovo condono, non “tombale”, sugli interessi dei debiti contratti con Equitalia. Il Pdl rilancia sulle due aliquote Irpef: 23% sotto i 40 mila euro e 33% sopra, con rimodulazione degli scaglioni di reddito dal 2014. Capitolo Iva: per il partito di Berlusconi l’aumento previsto da luglio del 2013 non ci sarà. Via progressivamente anche l’Irap, entro 5 anni. Beatrice Lorenzin, candidata per la Camera nel Lazio, fa i conti. Si possono reperire risorse “aggredendo la spesa pubblica che vale 800 miliardi, soprattutto quella improduttiva, con una spending reviewdiversa da quella di Monti, fatta solo di tagli lineari”. Ma bisogna intervenire anche sulle agevolazioni fiscali, “per cui oggi spendiamo 254 miliardi”, aggiunge Lorenzin.

BERSANI: “10 MILIARDI ALLE IMPRESE IN 5 ANNI”. Tagliare le tasse è anche il mantra del candidato premier del centrosinistra Pier Luigi Bersani: si può “ma senza raccontare favole”. Come? Con la lotta all’evasione fiscale. Basterà? La proposta del segretario Pd sull’Imu è l’esenzione per chi oggi paga fino a 4-500 euro. Sull’Irap ipotizza una graduale riduzione attraverso l’eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile. Anche il partito di Bersani esclude l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, come previsto da luglio 2013. Mentre sull’Irpef i democratici propongono la riduzione dal 23 al 20% della prima aliquota e una riduzione di quelle intermedie. E ancora: riordino delle detrazioni e deduzioni ed un bonus graduale per i figli che parte da 3mila euro. “Subito l’intervento per ridurre le tasse sul lavoro per rilanciare l’economia e dare più soldi in busta paga ai lavoratori”, afferma Enrico Letta, numero due al Nazareno. Alle imprese che vantano crediti con la pubblica amministrazione, Bersani intanto promette la restituzione di 10 miliardi l’anno per 5 anni. Nell’ultimo anno sono 104 mila le imprese che – complice la crisi – hanno chiuso.

MONTI: “DOPO L’AUSTERITY ORA SI POSSONO RIDURRE LE TASSE”. Mario Monti con la suaScelta civica ha riveduto e corretto alcune rigidità mostrate al governo. Ora il Prof, dopo un anno di austerity, ripensa alla strategia fiscale e propone per i redditi medio bassi una riduzione dell’Irpef e l’eliminazione del costo del lavoro dall’imponibile Irap. Anche sull’Imu ha ripensamenti: ipotizza una graduale riduzione dell’imposta, con l’innalzamento delle detrazioni per figli e pensionati. “E’ finita la febbre dello spread” si giustifica e spiega a Radio Anch’io: “Non abbiamo esitato a mettere le tasse nel momento in cui occorrevano e non proponiamo un saldo all’ingrosso nel volerle abbattere, abbiamo una certa credibilità quando diciamo che le abbasseremo”.

(segue sul Fatto Quotidiano)

FEG-VIC

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