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Telecamere ed etichettatura: le proposte M5s per gli allevamenti

mucca mangimi allevamento agricoltura 21 marzo 2017

ROMA (Public Policy) - "Una proposta di legge per inserire le telecamere nei macelli, nel rispetto della privacy dei lavoratori prevedendo multe da 5mila a 25mila euro per le aziende che rifiutano i sistemi di videosorveglianza; formare gli operatori sulle norme relative al benessere animale e una mozione che prevede l’indicazione in etichetta del tipo di allevamento, intensivo o estensivo, e consenta la tracciabilità della filiera potenziando i controlli in tutte le fasi, dal trasporto degli animali fino alle condizioni dell’allevamento”.

Sono queste le proposte del Movimento 5 stelle, presentate in conferenza stampa alla Camera insieme alla giornalista Giulia Innocenzi e a Luca Nicotra, responsabile in Italia di Avaaz.org, che ha consegnato al M5s le oltre 83mila firme raccolte con la petizione “Fermiamo l’orrore negli allevamenti”, rivolta al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

“Con questo pacchetto di proposte il M5s risponde a quanto più volte denunciato in Parlamento, con diverse interrogazioni, e ispezioni che hanno riscontrato degrado e illeciti negli allevamenti, documentati in inchieste giornalistiche come quelle di Giulia Innocenzi e che hanno mobilitato la società civile e l’opinione pubblica”, dichiara Mirko Busto, deputato 5 stelle in commissione Ambiente e primo firmatario della pdl sulla videosorveglianza nei macelli.

"Un orrore fatto di animali maltrattati, come i maiali costretti in gabbie troppo strette al punto da bere le proprie urine, ammalarsi o morire o come le bufale picchiate e legate dalle cui mammelle esce sangue al posto del latte o i maschi di bufale che, non essendo utili per la produzione di latte, vengono ammazzati. Tutti abusi e illeciti che ho visto con i miei occhi durante le mie ispezioni e mettono a rischio anche la salute dei consumatori”, ha spiegato il deputato M5s Paolo Bernini, primo firmatario della mozione sull’indicazione del tipo di allevamento in etichetta.

"L’allevamento intensivo è tra le prime cause di sviluppo di batteri antiobiotico resistenti, come salmonella o campylobacter, che possono contagiare l'uomo e di fronte ai quali rischiamo di trovarci disarmati. A causa delle pessime condizioni igieniche e al sovraffollamento - ha aggiunto Matteo Mantero, deputato M5s in commissione Affari sociali e primo firmatario di una mozione sugli antibiotici approvata alla Camera - è facile che negli allevamenti si sviluppino infezioni che si trasmettono facilmente da un animale all'altro. Vista la difficoltà di isolare gli animali malati, questi vengono trattati somministrando antibiotici a tutto il gruppo. Il 71% degli antibiotici in Italia è per uso veterinario”.

In corso iniziative del Movimento anche in Europa: “Ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea sull’etichettatura delle carni bovine per informare il consumatore sia sull’origine geografica che sul processo di produzione”, ha fatto sapere infatti l’europarlamentare M5s Marco Zullo, in collegamento da Bruxelles. (Public Policy) RED

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