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Cambiano i tempi dei processi contro mafia e terrorismo

giustizia 18 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - Sale a un anno, dalla conclusione delle indagini, il tempo che il Pubblico ministero ha a disposizione per esercitare l'azione penale o chiedere l'archiviazione nei reati di mafia e terrorismo.

L'aula della Camera ha approvato l'emendamento della commissione Giustizia al ddl di riforma del processo penale, che corregge l'articolo 11, comma 5, del provvedimento.

La nuova norma prevede ora un termine ordinario di 3 mesi, prorogabile di altri 3 mesi per inchieste di particolare complessità, e un termine di 12 mesi per mafia e terrorismo. Un sub-emendamento di Forza Italia approvato - a prima firma Francesco Paolo Sisto - ha specificato che in caso di proroga di 3 mesi dovrà esserne informato il procuratore della Repubblica.

Per la relatrice Donatella Ferranti (Pd), che è intervenuta in aula prima del voto, "il fulcro di questa norma non è un limite o un intralcio alle indagini ma il pieno rispetto di una fase che deve essere comunque limitata nel tempo e che riguarda il tempo della pubblica accusa per determinarsi e chiedere, alla conclusione delle indagini, il rinvio a giudizio o l'archiviazione. Allo scadere di questo tempo - ha aggiunto Ferranti - non ci sarà una ghigliottina dei processi ma una avocazione della procura generale e quindi un meccanismo interno".

A intervenire prima del voto è stato anche il viceministro della Giustizia Enrico Costa, che ha posto la nuova norma in relazione al disegno di legge sulla prescrizione (fermo in commissione Giustizia al Senato), "perché si era detto che l'allungamento dei termini di prescrizione era doveroso a condizione che si intervenisse sui tempi del processo, e questo significa dare delle scansioni temporali".

Per Costa la soluzione trovata è "equilibrata" perché "da un lato c'è il principio di un termine entro il quale esprimersi" e dall'altro "se c'è una complessita viene prevista una rimodulazione del termine". (Public Policy) NAF

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