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Terre e rocce da scavo: cosa prevede il dpR

terre scavo amianto cantieri 23 maggio 2017

ROMA (Public Policy) - Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto del presidente della Repubblica sulla disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo.

Nello specifico, come spiegato dal Governo, il provvedimento definisce "un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, assorbendo in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo".

Il decreto ha per oggetto: la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni; la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo; l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti; la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Tra le novità, come riportato da Public Policy: è stato chiarito che la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, prevista all'articolo 21 del dpR Rocce scavo, assolve, per i cantieri di piccole dimensioni e per i cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a Via e Aia, la funzione che il piano di utilizzo assolve per i cantieri di grandi dimensioni; Il divieto per le terre e rocce da scavo di contenere amianto è stato sostituito con l’indicazione del limite di rilevabilità, pari a 100 mg/kg, che corrisponde al limite di rilevabilità analitico; tra le modalità di utilizzo delle terre e rocce da scavo in qualità di sottoprodotti è stata inserita anche quella relativa ai "recuperi ambientali".

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NAF

 

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