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TERREMOTO, L'APER CHIEDE INDENNIZZI PER I PRODUTTORI DI ENERGIA RINNOVABILE

27 giugno 2012

(Public Policy) - Roma, 27 giu - E' necessario stanziare indennizzi e posticipare la data di entrata in esercizio degli impianti di energia rinnovabile. Sono le richieste che l'Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili (Aper) ha presentato alla commissione Ambiente alla Camera dove si discute, in sede referente, della conversione del decreto legge n.74 del 6 giugno sugli interventi nelle aree terremotate dell'Emilia Romagna e del Veneto.

Per Aper, nelle zone in cui è stato dichiarato lo stato di
calamità naturale e in cui gli impianti fotovoltaici e
rinnovabili non fotovoltaici (geotermici, eolici,
idroelettrici, biomasse) sono fermi, bisogna corrispondere
"un indennizzo per la mancata produzione pari al valore
dell'energia elettrica non ceduta e al corrispondente
incentivo non percepito".

A ciò si aggiunge una proroga dei termini per l'entrata in
vigore degli impianti al primo gennaio 2013, "e pari al
periodo di sospensione dei relativi procedimenti abilitativi
certificati dall'amministrazione territoriale competente".
Lo scopo della misura è mantenere in vigore gli incentivi
attuali. Infatti, sono attesi due nuovi decreti dal
ministero dello Sviluppo economico che abbassano il totale
degli incentivi percepiti dal settore delle fonti
rinnovabili.

Per gli impianti la cui realizzazione si è interrotta dopo
il rilascio dell'autorizzazione, Aper chiede una proroga
fino al 30 giugno 2013 dello schema di incentivi.
Infine, l'associazione propone che la valutazione dei danni
e degli indennizzi sia affidata a una commissione speciale,
formata dal Gestore dei servizi energetici, dal commissario
straordinario per la ricostruzione e dai rappresentanti di
Regioni ed enti locali. (LAP)

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