Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Terremoto, le decisioni per Emilia e L'Aquila. Cosa potrebbe essere replicato

terremoto burocrazia 25 agosto 2016

di Francesco Ciaraffo ROMA (Public Policy) - L'Aquila e l'Emilia Romagna. Sono gli ultimi principali eventi sismici che hanno colpito il nostro Paese che proprio nelle scorse notti ha dovuto aggiornare la triste cronologia con il terremoto che ha interessato il centro Italia. Il governo ha già annunciato 50 milioni di euro (saranno stanziati già dal Cdm previsto oggi) da destinare ai territori colpiti. Ma per capire i possibili interventi normativi che potrebbero essere messi in campo occorre guardare proprio agli episodi abruzzesi ed emiliano-romagnoli.

Nella maggior parte dei casi di eventi calamitosi, governo e Parlamento sono intervenuti con norme post evento e ad hoc, quindi riferite solo alle aree dell'Aquila e dei Comuni emiliano-romagnoli colpiti nel 2012. Le misure, in principal modo quelle finanziarie, riferite ai territori colpiti da sisma (così come da altre calamità), infatti, non sono quasi mai generali, ma specifiche.

Questo per permettere al governo di quantificare di volta in volta le risorse necessarie e per non creare buchi di bilancio. E per non incappare nella tagliola dell'Unione europea per misure che potrebbero essere considerate aiuti di Stato (in questo casi ci si riferisce a interventi rivolti alle imprese). E allora occorre spulciare tra diversi provvedimenti per capire le future norme che potrebbero interessare il centro Italia.

A seguito del sisma aquilano, si decise, quasi immediatamente, la sospensione dei termini tributari e contributivi per i residenti nelle zone della Regione Abruzzo colpite dal sisma. Con il Rientro capitali, era il 2014, si è stabilito che per i finanziamenti contratti dai titolari di reddito di impresa limitatamente ai danni subiti all'attività per il terremoto dell'Emilia "la restituzione del debito per quota capitale al 1° gennaio 2014, comprensivo della rata non corrisposta alla scadenza del 31 dicembre 2013 può essere prorogata, previa modifica dei contratti di finanziamento e connessa rimodulazione dei piani di ammortamento, per un periodo non superiore a due anni, non ulteriormente prorogabile, rispetto alla durata massima originariamente prevista".

Con un decreto ad hoc, si è stabilito che le imprese emiliane che avevano ricevuto un finanziamento agevolato per pagare tributi, contributi e premi sospesi dovuti dal 1° dicembre 2012 al 15 novembre 2013 avrebbero potuto richiedere la sospensione del pagamento dovuto per la restituzione del debito per quota capitale per un periodo "di dodici mesi e con conseguente rimodulazione delle rate in quote costanti". Misura poi 'allungata' di altri dodici mesi con il Milleproroghe 2016.

E sempre per le imprese emiliane, è stato previsto che, ai fini del calcolo dell'oscillazione dei tassi per andamento infortunistico nonché ai fini dell'applicazione della riduzione della percentuale dell'importo dei premi e contributi dovuti per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali "non si tiene conto degli eventi infortunistici verificatisi in concomitanza dei medesimi eventi sismici e riconosciuti quali infortuni sul lavoro".

E ancora, si è deciso che per le aziende agricole dei Comuni dell'Emilia si applicano benefici fiscali e contributivi come: contributi in conto capitale fino all'80% del danno accertato; prestiti ad ammortamento quinquennale; proroga delle scadenze delle rate delle operazioni di credito agrario di esercizio; esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti". Sempre con lo stesso decreto, si è stabilito che "i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti, connessi ai predetti eventi di qualsiasi natura, indipendentemente dalle modalità di fruizione e di contabilizzazione, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell'imposta regionale sulle attività produttive".

Oltre a provvedimenti ad hoc, come quello appena visti, è alla legge di Stabilità che si deve guardare per le norme che 'costano', cioè che prevedono impegni finanziari. È con questa che si stanziano risorse e si vedrà se nella prossima ci sarà spazio per stanziamenti per le zone colpite. Con quella del 2015, per esempio, si è deciso, sia per L'Aquila che per l'Emilia, l'esenzione dal pagamento di Tasi ed Imu per gli immobili inagibili e l'esclusione dal patto di stabilità interno delle spese sostenute dai Comuni colpiti per la ricostruzione.

Con il dl enti locali (quello dello scorso anno) è stata poi istituita una zona franca tra i comuni dell'Emilia romagna colpiti dall'alluvione del 2014 e dal sisma del 2012. Le imprese di questi Comuni potranno usufruire di sconti sulle tasse e della sospensione dell'Imu. Sempre con la Stabilità, l'ultima, le rate dei mutui concessi agli enti locali interessati dagli eventi sismici (in questo caso 2012 sono pagate, senza applicazione di sanzioni e interessi, a decorrere dal 2017, in rate di pari importo per dieci anni).

I mutui oggetto della moratoria sono quelli concessi dalla Cassa depositi e prestiti ai Comuni colpiti dal terremoto del 2012 (quindi in Emilia-Romagna e Lombardia) e trasferiti al ministero dell'Economia.

Sono esclusi, invece, i mutui il cui pagamento è stato differito da precedenti disposizioni di legge. E infine, il Milleproroghe 2016 ha previsto un anno di tempo in più per il congelamento delle rate dei mutui, ipotecari o chirografari, per chi ha subito danni alla propria abitazione o negozio ubicati in una delle zone dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto nel 2012 e dall'alluvione nel 2014.(Public Policy)

FRA

© Riproduzione riservata