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Terzo settore, quando un'impresa può definirsi "sociale"

terzo settore 09 marzo 2016

ROMA (Public Policy) - "Qualificazione dell'impresa sociale quale organizzazione privata che svolge attività d'impresa per" perseguire il bene comune, "destina i propri utili prioritariamente allo svolgimento delle attività statutarie" nei limiti previsti, "adotta modalità di gestione responsabili e trasparenti, favorisce il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività e quindi rientra nel complesso degli enti del terzo settore".

La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato l'emendamento del relatore, Stefano Lepri (Pd), che riscrive così la definizione di impresa sociale contenuta nel ddl delega di riforma del terzo settore.

La nuova formulazione si avvicina molto a quella approvata dalla Camera, che definiva l'impresa sociale come "impresa privata con finalità d'interesse generale, avente come proprio obiettivo primario la realizzazione di impatti sociali positivi conseguiti mediante la produzione o lo scambio di beni o servizi di utilità sociale, che destina i propri utili prevalentemente al raggiungimento di obiettivi sociali e che adotta modalità di gestione responsabili, trasparenti e che favoriscono il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività".

Sarà il decreto legislativo che individuerà le attività solidaristiche e di interesse generale che caratterizzano gli enti del terzo settore a definire anche le attività delle imprese sociali. (Public Policy) NAF

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