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Legge elettorale, ecco il testo base dell'Italicum

legge elettorale 22 gennaio 2014

Il testo della legge elettorale presentato in I Commissione

ROMA (Public Policy) - Due articoli in quindici pagine. Il testo base della riforma della legge elettorale è stato depositato dal presidente e relatore Francesco Paolo Sisto in commissione Affari costituzionali alla Camera. Il testo, che ricalca i contenuti dell'Italicum (frutto dell'accordo tra Pd, Forza Italia e le altre forze politiche), è sottoscritto da Pd, Forza Italia e Nuovo centrodestra.

A quanto si apprende, al momento manca la firma del gruppo di Scelta Civica che aveva annunciato ieri che non avrebbe sottoscritto il testo pur riconoscendolo come testo base. La riforma prevede un proporzionale con eventuale premio di maggioranza e doppio turno; collegi piccoli e liste bloccate corte.

Manca, invece, la norma 'Salva Lega' che non è stata inserita dopo che il Ncd ha posto come condizione della sottoscrizione del testo la sua eliminazione. Vengono invece tutelate le minoranze linguistiche "che abbiano conseguito almeno il 20% dei voti validi espressi nel complesso delle circoscrizioni della regione medesima".

Il testo sarà votato dalla commissione stasera alle 19. Non c'è ancora un calendario per il prosieguo dei lavori, perché si attende che la Conferenza dei capigruppo decida se far slittare dal 27 al 29 l'approdo del testo in Aula. Al momento si ipotizza un termine per gli emendamenti per venerdì e il voto (in caso di Aula il 29) a partire da lunedì.

RIPARTIZIONE DEI SEGGI SU BASE NAZIONALE

"I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest'ultima si procede a sorteggio".

TRE SOGLIE DI SBARRAMENTO: AL 5%, 8% e 12%

Sono 3 le soglie di sbarramento previste nel testo base. Le coalizioni dovranno superare la soglia del 12% ma è prevista anche una soglia interna del 5% per ogni singolo partito; chi corre da solo deve invece raggiungere l'8%.

IN OGNI LISTA TRA 3 E 6 CANDIDATI 

In ogni collegio plurinominale "è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei" e ciascuna lista non può essere formata da un numero di candidati superiore ai seggi assegnati. Inoltre il testo prevede che sulla scheda ci siano il simbolo di lista, insieme a nome e cognome dei candidati.

Al limite massimo di sei seggi assegnati in ciascun collegio saranno possibili eccezioni. Il testo base della legge elettorale prevede infatti che in ciascun collegio plurinominale "è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei, fatti salvi gli eventuali aggiustamenti in base ad esigenze derivanti dal rispetto di criteri demografici e di continuità territoriale".

Si dispone inoltre che "ogni lista all'atto della presentazione è composta da un elenco di candidati presentati in ordine numerico. La lista è formata complessivamente da un numero di candidati pari almeno alla metà del numero di seggi assegnati al collegio plurinominale e non superiore al numero di seggi assegnati al collegio plurinominale". "L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni e' effettuata sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione".

NELLE LISTE IL 50% DEI CANDIDATI DEVONO ESSERE DONNE

"A pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50%, con arrotondamento all'unità superiore, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali non possono esservi più di due candidati consecutivi del medesimo genere".

PER PRESENTARE LISTE TRA 1500 E 2MILA FIRME

Per presentare le liste di candidati alle competizioni elettorali occorre raccogliere almeno 1.500 firme e non più di 2 mila.

VIETATE LE CANDIDATURE MULTIPLE

Inoltre il testo stabilisce che "nessun candidato può essere incluso in liste con il medesimo contrassegno o con diversi contrassegni in più di un collegio plurinominale".

PREMIO DEL 18% A CHI OTTIENE IL 35% DEI VOTI O DOPPIO TURNO 

Il testo base prevede anche un premio di maggioranza del 18% a chi ottiene "almeno il 35% di voti validi del totale nazionale". In questo modo, il vincitore ottiene un totale di 340 seggi alla Camera. In caso nessuno ottenga il 35%, si va al doppio turno.

Nel caso si vada al ballottaggio, il vincitore del secondo turno si vedrà assegnati meno seggi rispetto a quelli previsti per una vittoria al primo turno, che sono 340. E' quanto prevede il testo: "La lista o coalizione di liste che abbia ottenuto il maggior numero di voti al turno di ballottaggio viene assegnata una quota di seggi pari a 327 seggi". I restanti 290 seggi sono ripartiti proporzionalmente all'altra coalizione di liste o singola lista. Alla coalizione di liste o liste che non superassero la soglia del 35% al primo turno, vengono distribuiti proporzionalmente 277 seggi.

DIVISIONE IN CASA PD SUL TESTO

La proposta di Matteo Renzi (ora contenuta nel testo base) ha suscitato non poche polemiche in casa Pd. E i fedelissimi a Renzi in commissione Affari costituzionali si ritrovano in minoranza: 10 critici dem e 9 pro-Italicum. Tra il fronte critico della nuova riforma ci sono: l'ex presidente del Pd Gianni Cuperlo (dimissionario da ieri), i deputati Rosy Bindi, Pier Luigi Bersani, Giuseppe Lauricella, Enzo Lattuca, Maria Gullo, Andrea Giorgis, Barbara Pollastrini e Alfredo D'Attorre.

Tra i deputati favorevoli alla proposta renziana: Maria Elena Boschi, Matteo Richetti, Luigi Famiglietti, Daniela Gasparini, il franceschiniano Emanuele Fiano, Gianclaudio Bressa, Ettore Rosato, Francesco Sanna e Marco Meloni.

Resta il nodo delle preferenze - che la minoranza Pd insiste a voler presentare con un emendamento, che D'Attorre si augura sia condiviso da tutto il partito - e del destino dei piccoli partiti che rischiano, seppur in coalizione, di non superare la soglia di sbarramento del 5%. Fonti Ncd e FI, però, riferiscono che c'è un accordo con il Pd affinché si introduca, con un emendamento, una clausola che salva il 'miglior perdente'.

Per quanto riguarda le preferenze, sia Ncd che la minoranza del Pd sono pronti a dar battaglia in commissione. Certo, ieri si è registrata un'apertura da parte di Renzi, ma purché vi sia l'accordo anche di Forza Italia. (Public Policy)

SOR

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