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TOBIN TAX, I DETTAGLI DELLA TASSA PROPOSTA DALLA COMMISSIONE UE /SCHEDA

14 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 14 feb - La commissione Europea ha
definito oggi i dettagli della tassa sulle transazioni
finanziarie (FTT), ovvero la Tobin tax, tramite una proposta
adottata a Bruxelles.

La nuova proposta rispecchia la precedente del 2001 e punta
a tassare tutte le transazioni in cui sia coinvolto uno
degli 11 Paesi della zona-Ftt (Germania, Francia, Austria,
Belgio, Portogallo, Slovenia, Grecia, Slovacchia, Estonia,
Spagna e Italia) o in cui gli strumenti finanziari siano
stati emessi da uno di questi Stati, mantenendo i tassi
dello 0,1% per le azioni e obbligazioni e dello 0,01% per i
derivati.

Secondo la commissione europea, applicando questa tassa
agli 11 Paesi dell'area Ftt, si dovrebbe avere un fatturato
di 30-35 miliardi di euro l'anno.

Rispetto alla precedente proposta sulla Tobin Tax, quella
definita oggi a Bruxelles, pur mantenendo l'impianto
originario, restringe la scala geografica in cui si applica
questa tassa. Secondo la commissione Ue questi cambiamenti
puntano a garantire chiarezza giuridica e a rafforzare le
disposizioni anti-elusione e anti-abusi.

TOBIN TAX, TRE OBIETTIVI
Nel comunicato della commissione Ue si sottolinea che la
Tobin tax ha tre obiettivi principali: rafforzare il mercato
unico; far contribuire il settore finanziario in maniera
equa e sostanziale alle entrate pubbliche; favorire il
settore finanziario ad impegnarsi in attività più
responsabili, orientate verso l'economia reale.

PRINCIPIO DI RESIDENZA E DI EMISSIONE
Come nella proposta originaria, la Tobin tax, così come
aggiornata oggi, avrà tassi bassi, una base imponibile larga
e reti di sicurezza contro il trasferimento del settore
finanziario. Per definire le circostanze in cui viene
applicata la legge, al "principio della residenza" si
aggiunge in questa nuova formulazione il principio "di
emissione".

Per quanto riguarda il primo, l'Europa stabilisce che la
tassa verrà applicata se una delle parti della transazione è
stabilita in uno degli 11 Stati membri, a prescindere dal
luogo in cui viene effettuata l'operazione. E questo sia se
l'istituto finanziario impegnato nella transazione abbia la
sede in uno degli Stati memebri, sia che agisca per conto di
una parte stabilita nella zona Ftt.

A questo si aggiunge
appunto il "principio di emissione": ovvero la Tobin tax
dovrà essere applicata anche a quelle transazioni
finanziarie in cui le parti non sono legate a nessuno degli
11 Paesi membri ma sono gli strumenti finanziari ad essere
stati emessi da uno dei membri dell'area Ftt.

A CHI NON SI APPLICA LA TASSA
La commissione europea ricorda che la Tobin tax non si
applicherà alle attività finanziarie di ogni giorno dei
cittadini e delle imprese (per esempio prestiti, pagamenti,
assicurazioni, depositi, ecc), al fine di proteggere
l'economia reale. Solo escluse dalla tassa anche le
tradizionali attività bancarie d'investimento nel quadro
della raccolta di capitali o alle operazioni finanziarie
effettuate nell'ambito di ristrutturazioni. La proposta
esclude inoltre le attività di rifinanziamento, la politica
monetaria e la gestione del debito pubblico.

Quindi le transazioni con le banche centrali e la Bce, con
il Fondo europeo di stabilità finanziaria e il meccanismo
europeo di stabilità, e le transazioni con l'Unione europea
saranno esentati dal pagamento della tassa.

L'APPROVAZIONE DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI
La proposta di direttiva sarà ora discussa dagli Stati
membri, in vista della sua attuazione. Tutti i 27 Stati
membri dell'Unione europea possono partecipare alle
discussioni su questa proposta ma solo gli 11 Paesi membri
dell'area Ftt possono votare.

SEMETA: TASSA EQUA ED EFFICACE
Algirdas èemeta, commissario europeo del Fisco ha
dichiarato: "Con la proposta di oggi, tutto è pronto per
consentire che una tassa comune sulle transazioni
finanziarie possa diventare realtà in Europa. Sul tavolo c'è
una tassa senza dubbio equa e tecnicamente efficace, che
rafforzerà il nostro mercato unico". (Public Policy)

VIC

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