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Traffico di rifiuti, il governo lavora al raddoppio delle pene

Traffico di rifiuti, il governo lavora al raddoppio delle pene 21 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Per il reato di gestione di rifiuti non autorizzata, previsto dal Codice ambientale, il governo sta pensando ad un aumento delle pene fino al loro raddoppio e alla confisca - anche per traffico illecito dei rifiuti - dei beni serviti a commettere il reato e dei conseguenti illeciti proventi. È quanto prevede un articolo della bozza di decreto Agricoltura - di cui Public Policy è in possesso - che, a quanto si apprende, potrebbe confluire nel dl Ambiente. La norma, per le fattispecie in esame, riguarderebbe da vicino il caso della Terra dei fuochi, anche perché nella bozza visionata la norma è preceduta da un articolo che ridefinisce i termini temporali previsti per effettuare le indagini dirette previste dal dl Terra dei fuochi e Ilva.

Nello specifico la bozza di decreto modifica l'articolo del Codice ambientale sull'attività di gestione di rifiuti non autorizzata: in caso di rifiuti non pericolosi la pena passerebbe dagli attuali 3 mesi-1 anno a 6 mesi-2 anni, mentre la sanzione passerebbe da 2.600-26.000 euro a 3.000-30.000 euro; in caso di rifiuti pericolosi la pena passerebbe dagli attuali 6 mesi-2 anni a 1 anno-4 anni, e la sazione da 2.600-26.000 a 5.000-50.000 euro.

Inoltre chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata sarebbe punito non più con la pena dell'arresto da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro, ma con l'arresto da 1 a 4 anni e la multa da 5.000 a 50.000 euro. Se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi le pene passerebbero dalle attuali 1-3 anni a 2-6 anni e l'ammenda dall'attuale 5.200-52.000 a 10.000-100.000 euro. Aumentate anche le sanzioni previste dal reato di traffico illecito dei rifiuti che - sempre secondo la bozza - passerebbero così dalle attuali da 1.550-26.000 euro a 2.500-50.000 euro.

La bozza di decreto infine stabilisce, sia per il reato di traffico illecito dei rifiuti che di gestione di rifiuti non autorizzata, la confisca dei beni serviti a commettere il reato e dei conseguenti illeciti proventi, anche per equivalente. Viene chiarito inoltre che le nuove norme non si applicano "al materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco".  (Public Policy)

NAF

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