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Trasporti, le proposte sulla bicicletta all'esame del Parlamento

bicicletta 17 agosto 2015

ROMA - (Public Policy) - di Fabio Napoli - Sono cinque le proposte di legge in Parlamento che hanno avviato il loro iter legislativo e che trattano il tema della bicicletta, cercando di incentivarne l'uso e di tutelare di più chi la usa. Due di queste si trovano alla Camera. Si tratta di proposte organiche che trattano esclusivamente il tema della mobilità ciclistica: il pacchetto di pdl per il riuso delle ferrovie abbandonate e la creazione di una rete cicloturistica nazionale (in commissione Ambiente); e la pdl che aggiorna la legge n.366 del 1998 sulla mobilità ciclistica (in commissione Trasporti). Ci sono poi altre proposte normative contenute in provvedimenti legati non esclusivamente al mondo della bicicletta: la proposta di legge di modifica puntuale del codice della strada (in commissione Trasporti alla Camera); il ddl delega di riforma complessiva del codice della strada (in commissione Lavori pubblici al Senato); il ddl collegato ambientale (in commissione Ambiente al Senato).

LA PDL SULLA BICI IN COMMISSIONE TRASPORTI
La proposta del Pd è stata incardinata nella IX commissione di Montecitorio ma l'esame vero e proprio (con le audizioni, la presentazione degli emendamenti ed il voto) deve ancora essere avviato. La proposta sembra puntare molto sulla pianificazione. 'Un primo punto qualificante del progetto di legge è rappresentato dalla previsione di un piano generale della mobilità ciclistica che deve costituire parte integrante del piano generale dei trasporti previsto dalla legge n. 245 del 1984 e deve essere adottato sulla base dei piani regionali della mobilità', ha spiegato il relatore Paolo Gandolfi (Pd) in commissione. È all'interno di questo piano nazionale che trova collocazione la Rete nazionale di percorribilità ciclistica. Ad occuparsi della sua realizzazione sarà in particolare l'istituendo dipartimento per la mobilità ciclistica che - all'interno del ministero per i Trasporti - avrà, in particolare, funzioni di coordinamento. Una serie di articoli prevede poi altri piani pluriennali a livello locale (Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane) per incentivare soprattutto la mobilità urbana. Si prevede, per esempio, che i Comuni destinino allo sviluppo della mobilità sostenibile parte dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie e degli oneri di urbanizzazione loro spettanti. Previsto anche il rifinanziamento del Fondo nazionale per la mobilità ciclistica con stanziamenti aggiuntivi non inferiori al 2% degli stanziamenti complessivi previsti per infrastrutture viarie e ferroviarie, oltre che con risorse provenienti da programmi regionali finanziati da fondi Ue.

IL PACCHETTO SUL RIUSO DELLE FERROVIE ABBANDONATE
Quattro proposte di legge hanno iniziato il loro iter legislativo nella commissione Ambiente della Camera. Si tratta di 4 pdl (3 del Pd e 1 M5s) che puntano - in sintesi - al riutilizzo delle vecchie ferrovie abbandonate per la creazione di una rete cicloturistica nazionale. Ma anche attraverso l'uso di: argini e alzaie dei fiumi e dei canali; strade secondarie, vicinali, campestri e interpedonali a bassa percorrenza veicolare; sentieri, mulattiere e tratturi, le cui caratteristiche ambientali e di sicurezza sono compatibili con la presenza di escursionisti. Tutte le proposte istituiscono poi un 'Osservatorio sulla mobilità dolce' (il Movimento 5 stelle lo chiama 'Ufficio biciclette'), con compiti di supporto scientifico e tecnico per la redazione della rete nazionale e delle linee guida di mobilità dolce; di coordinamento; di promozione del cicloturismo; di vigilanza. Per ora le quattro proposte stanziano da un minimo di 6 milioni in tre anni ad un massimo di 15 milioni in tre anni.

INFORTUNIO IN ITENERE INAIL PER CHI VA A LAVORO IN BICI
Nel ddl collegato ambientale (in commissione Ambiente del Senato) è stato approvato un emendamento - presentato dal relatore Stefano Vaccari (Pd) - per fare in modo che, in caso di infortunio subito mentre ci si reca sul posto di lavoro, la bicicletta possa essere considerata sempre alla stregua dei mezzi pubblici e quindi l'incidente possa essere risarcito dall'Inail. Il ddl è al suo secondo passaggio parlamentare e dovrebbe poi tornare alla Camera per la sua approvazione definitiva.

MOBILITY MANAGER SCOLASTICO
Delle linee guida per favorire l'istituzione in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell'ambito della propria autonomia amministrativa ed organizzativa, la figura del mobility manager scolastico, scelto su base volontaria, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, con l'ordinamento scolastico e tenuto conto dell'organizzazione didattica esistente. Anche in questo caso la norma è contenuta nel ddl collegato ambientale.

5 MLN PER CICLOPISTA BOLOGNA-VERONA
Il ddl collegato ambientale stanzia anche cinque milioni di euro alla Regione Emilia-Romagna 'per il recupero e la riqualificazione del vecchio tracciato ferroviario dismesso ad uso ciclo pedonale' per collegare 'i centri abitati dislocati lungo l'asse ferroviario della Bologna-Verona' e 'incentivare la mobilità sostenibile, promuovere i trasferimenti casa-lavoro e favorire il ciclo-turismo verso le città d'arte della Pianura Padana attraverso il completamento del corridoio europeo Eurovelo 7'.

PROGRAMMA MOBILITÀ CASA-SCUOLA-LAVORO CON 35MLN
Un Programma di mobilità sostenibile finanziato con 35 milioni di euro per la realizzazione di un programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. In particolare, potranno essere finanziati progetti per incentivare, per esempio, iniziative di car-pooling, bike-pooling e bike sharing). I progetti potranno comprendere la cessione 'buoni mobilità' per l'uso di mezzi di trasporto sostenibili e potranno riguardare la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti tra casa e scuola, uscite didattiche con mezzi sostenibili, programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico e dell'inquinamento. Anche questa norma è contenuta nel collegato ambientale all'esame della commissione Ambiente del Senato.

SENSO UNICO ECCETTO BICI
Nelle strade o nelle zone all'interno dei centri abitati nelle quali il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h, può essere consentita, se espressamente prevista con ordinanza, la circolazione dei ciclisti anche in senso opposto a quello di marcia di tutti gli altri veicoli. È questo il senso della controversa norma (prima oggetto di soppressione, poi reinserita nel testo) contenuta nella proposta di legge di modifica puntale del codice della strada. La pdl è ferma in prima lettura in commissione Trasporti della Camera. La norma stabilisce che il cosiddetto senso unico eccetto bici sia adeguatamente segnalato mediante l'aggiunta, ai segnali verticali di divieto e di obbligo generico, di un apposito pannello integrativo di eccezione per i velocipedi.

MOBILITÀ SOSTENIBILE E OK A BICI SU PREFERENZIALI
Il disegno di legge delega di riforma complessiva del codice della strada prevede diversi criteri di revisione e rafforzamento delle misure per uno sviluppo della mobilità sostenibile e per un miglioramento della sicurezza stradale in ambito urbano, 'con particolare riferimento all'utenza vulnerabile, quali bambini, disabili, anziani, pedoni, ciclisti, utilizzatori di ciclomotore e motociclo e tutti coloro che meritino una tutela particolare dai pericoli derivanti dalla circolazione sulla strada'. Il ddl è stato già approvato dalla Camera e adesso e all'esame della commissione Lavori pubblici del Senato, dove ha di ricente ripreso ad essere discusso dopo un lungo periodo di stallo causato dalla bocciatura di diversi punti dell'articolato da parte della commissione Bilancio. Tra le misure contenute nella delega, l'obbligo, per gestori e proprietari delle strade, 'di rivedere i limiti di velocità delle strade extraurbane, secondo criteri di ragionevolezza, al fine di adeguarli alle reali esigenze di sicurezza della circolazione'. Il ministero delle Infrastrutture dovrà inoltre redigere delle linee di indirizzo, destinate ai gestori e ai proprietari delle strade, per la progettazione e la costruzione di infrastrutture stradali e arredi urbani che migliorino la sicurezza degli utilizzatori di veicoli a due ruote, dei pedoni e, in generale, dell'utenza vulnerabile. Tra le altre cose la delega dà l'ok 'al posteggio delle biciclette in aree riservate ai pedoni ove questa misura non rechi intralcio o pericolo' per 'favorire la coesistenza di diversi tipi di utenza vulnerabile negli spazi comuni'. Uno dei criteri della delega fa riferimento a possibili revisioni che tengano conto dei 'concetti di 'spazio condiviso', 'zona d'incontro' e 'principio di prudenza', che assegnano la precedenza agli utenti vulnerabili e assicurano la coesistenza delle funzioni residenziali e commerciali con quelle di mobilità, prevedendo altresì disposizioni che favoriscano l'accesso delle biciclette, dei ciclomotori e dei motocicli alle corsie riservate ai mezzi pubblici'. (Public Policy)

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