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Tre anni e primo via libera al ddl sulle aree protette

ambiente foglie 11 novembre 2016

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Dopo oltre tre anni dall'avvio dell suo iter parlamentare l'aula del Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge di riforma della legge 394 del 1991, la legge quadro sulle aree protette. Il ddl dovrà passare all'esame della Camera.

La maggior parte del lavoro è stato fatto in commissione Ambiente.

Tante le novità introdotte dal ddl: dal nulla osta unico alla Vas nel regolamento del parco; nuove regole per la nomina del presidente e l'istituzione di royalties; da nuovi parchi alla ridefinizione delle sanzioni.

Ecco le principali novità del provvedimento:

DEFINIZIONE AREE PROTETTE E RUOLO ISPRA

Nessuna variazione sostanziale riguarda le definizioni di 'parchi nazionali', 'parchi naturali regionali' e 'riserve naturali', già contenute nell'articolo 2 della legge 394/1991.

Inserita ex novo la definizione di aree marine protette, quelle aree 'costituite da ambienti marini, dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti ricadenti nel demanio marittimo, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere, e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono'.

I parchi nazionali comprendenti aree marine protette sono classificati come parchi nazionali con estensione a mare cui si applicano, per la parte marina, le disposizioni di legge relative alle aree marine protette. All'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) viene assegnato il compiti di supporto tecnico-scientifico, di monitoraggio, di controllo, di ricerca.

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