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Tre anni, tre proposte, tante risorse: la pdl Piccoli Comuni

comuni 29 settembre 2016

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Dopo tre anni dall'avvio del suo iter parlamentare, tre proposte di testo base e diversi tira e molla sulle risorse da stanziare, l'aula della Camera ha approvato la proposta di legge per lo sviluppo dei piccoli Comuni.

Ora il provvedimento dovrà essere esaminato dal Senato.

Il cuore della pdl - frutto di una proposta Pd (a prima firma Ermete Realacci) e di una del Movimento 5 stelle (a prima firma Patrizia Terzoni) - è l'articolo che istituisce un Fondo ad hoc per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, con una dotazione di 10 milioni di euro per il 2017 e di 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023.

A questo articolo, che mette sul piatto 100 milioni fino al 2023, sono legati tutti gli altri articoli della pdl - una decina, alcuni dei quali ribadiscono norme già esistenti - che esemplificano cosa i Comuni potranno fare con le risorse a disposizione.

I progetti delle amministrazioni comunali saranno vagliati e scelti dal governo. Al centro della proposta la volontà di invertire la tendenza che vede i piccoli Comuni sempre più disabitati.

Quindi, riqualificazione dei centri storici, sviluppo di progetti legati al turismo e all'agricoltura, trasporti e servizi. Per piccoli Comuni si intende il comune con popolazione residente fino a 5 mila abitanti e il comune istituito a seguito di fusione tra comuni aventi ciascuno popolazione fino a 5 mila abitanti.

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