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Ipotesi tre decreti entro il 31, per non perdere l'abitudine

milleproroghe 07 dicembre 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - La questione banche (con la soluzione statale per Mps in prima fila); i nodi aperti con gli enti locali (dalla ripartizione del maxi-fondo ad alcune misure per le zone terremotate dell'Emilia e dell'Abruzzo); la norma Ilva, con i 50 milioni da destinare alla situazione sanitaria di Taranto; il decreto Milleproroghe.

Questi i nodi che rimangono aperti con la decisione di blindare la manovra al Senato e approvarla in via definitiva con "fiducia tecnica" entro oggi pomeriggio, in sole due letture.

Nodi che rimangono aperti ma che il Governo Renzi come ultimo atto, o un nuovo Governo come primo atto, dovrebbe risolvere entro la fine dell'anno.

Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, in queste ore si sta pensando di lasciare in eredità al Parlamento per l'anno nuovo due o tre decreti d'urgenza da varare in fretta entro il 31 dicembre: uno sulle banche (che potrebbe arrivare questa domenica, se i mercati non permetteranno una soluzione di mercato per Mps); uno per recuperare misure che sarebbero dovute entrare in Manovra, dalla norma Ilva alla ripartizione del fondo degli enti locali; e il consueto decreto Milleproroghe.

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@VioC

 

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