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Tutto quello che c'è da sapere sulla pdl Cannabis

cannabis 20 ottobre 2017

di Fabio Napoli

ROMA (Public Policy) - Individuazione, oltre allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, di altri stabilimenti per la coltivazione e trasformazione della cannabis ad uso medico; aggiornamento periodico del personale medico, sanitario e socio-sanitario; promozione della conduzione di studi pre-clinici, clinici, osservazionali ed epidemiologici sull'uso appropriato dei medicinali di origine vegetale a base di cannabis; modalità prescrittive semplificate e aliquota Iva al 5%.

Sono queste le principali novità contenute nella proposta di legge sulla cannabis terapeutica, approvata dall'aula della Camera e che ora dovrà passare al Senato.

Il provvedimento punta a regolamentare l'uso dei medicinali a base di cannabis ma ha origine dalla proposta di legge dell'Intergruppo parlamentare per la legalizzazione, a prima firma Roberto Giachetti (Pd). Quel testo arrivò in aula un anno fa per essere rispedito nelle commissioni Giustizia e Affari sociali, che hanno deciso di riportare in assemblea solo la parte relativa alla cannabis terapeutica.

Ecco, in sintesi, cosa contiene la proposta di legge:

LE MODALITÀ DI PRESCRIZIONE

Nella prescrizione il medico dovrà indicare: codice alfanumerico del paziente; dose prescritta; posologia; modalità di assunzione del farmaco; data di rilascio; durata del trattamento (non superiore a 3 mesi); firma e timbro del medico.

Le prescrizioni per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno in carico al Servizio sanitario nazionale, e dunque rimborsabili, nei limiti di disponibilità del Fondo sanitario o del finanziamento del fabbisogno sanitario standard cui concorre lo Stato. Se prescritti per altri impieghi restano al di fuori del regime di rimborsabilità.

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