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Twist d'Aula

pittarello aula twist 18 dicembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Massimo Pittarello - Opposti destini d’opposizione. In difficoltà sulle “banche di famiglia e di governo”, Renzi contrattacca sui giudici della Consulta trovando un accordo con i 5 stelle che estromette il centrodestra.

Guarda caso, è l’intervento del premier a bloccare una serie negativa di 30 fallimenti consecutivi. Ma se la capacità di Renzi di influenzare la vita parlamentare non è una novità, è rilevante notare quanto le due opposizioni dello schema tripolare stiano prendendo direzioni opposte.

Infatti, mentre i 5 stelle piazzano i loro nomi nelle istituzioni, aumentano nei consensi, modificano leggi e inseriscono provvedimenti, il centrodestra perde nei giochi d’aula, nei sondaggi, nella credibilità.

Dimostrandosi irrilevante nei tavoli delle trattative e contradditorio sull’offerta politica. “Non abbiamo mai creduto alla sfiducia individuale e nemmeno alla sua costituzionalità”, diceva Brunetta a novembre 2014.

Passato un anno, siamo al Brunetta contro Brunetta, visto che “Forza Italia presenterà una mozione di sfiducia verso Boschi”. E va bene che solo gli stupidi non cambiano mai idea, ma qui si esagera.

Anche perché poi si passa al Brunetta contro nessuno e centomila. Da una parte, infatti, sono Berlusconi e l’alter-ego al Senato Romani a smentire il capogruppo alla Camera, quando annunciano che Forza Italia non voterà la sfiducia a Boschi. Dall’altra, sono i fatti.

Per Brunetta è uno “squallore infinito che la maggioranza non abbia accettato nessun emendamento dell’opposizione” alla Stabilità. Già, ma solo dei loro. Perché, per esempio, un emendamento grillino proroga a tutto il 2016 la compensazione tra le cartelle Equitalia e i crediti verso la P.a (anche se i pentastellati avevano chiesto che la misura fosse strutturale), mentre un altro ha permesso la destinazione di 5 milioni di euro ai malati di autismo (la proposta ne prevedeva 50).

Tra l’altro, la “casa dei moderati” che fu il Popolo della libertà, tornata poi ad essere “casa privata di Berlusconi”, cioè quella Forza Italia versione 2.0, e però senza utenti, è oggi in via di estinzione senza più nemmeno un soldo.

Colpa dell’abolizione del finanziamento pubblico, dice Maria Rosaria Rossi, la “badante” tesoriera plenipotenziaria che invia a tutti i dipendenti una lettera di licenziamento collettivo. Segno che la creatura di Berlusconi non c’è più.

Ed è tutto da dimostrare che l’ex Cav riuscirà a “lasciare in eredità un centrodestra unito” come ha detto nell’incontro di Arcore con Meloni e Salvini. Lui, che “ad Antigua è stato solo una volta”, vorrebbe lasciare.

Però, molti dei toni salviniani sono paragonabili a quelli della Le Pen e se il centrodestra si allinea all’estremismo, diventa irrilevante strategicamente e eventuali e rari risultati se li annette la Lega.

Se invece resta nella linea del Nazareno, perde voti. Ecco, il centrodestra non è che non sa cosa fare da grande, non sa cosa fare questo pomeriggio: Berlusconi è sempre più indeciso se difendere prima i voti o prima le aziende, l’appartenenza al Partito popolare europeo è sempre più in bilico, la coalizione non ha centro, né leader, né confini.

Insomma, estremisti o moderati? Chi sono io? Arriva in aula la mozione di sfiducia a Boschi. I 5 stelle l’hanno presentata per primi e hanno una chiara linea: si dovrebbe dimettere.

Loro vogliono opporsi a Renzi, guadagnando voti e credibilità istituzionale. Forza Italia, invece, prima arriva tardi, poi si contraddice. Insomma, in opposizione a se stessa. (Public Policy)

@GingerRosh

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